Tassato dopo l’omicidio della figlia per un risarcimento mai arrivato

Pubblicato il 18 Ottobre 2012 12:37 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2012 12:37
Sonia Di Gregorio

CINO (SONDRIO) – Avrebbe dovuto ricevere un milione e 600mila euro di risarcimento per la figlia ammazzata a vent’anni. Però non solo non ha mai visto quei soldi, ma si ritrova pure a dover pagare 27mila euro all’Agenzia delle Entrate come imposta sul risarcimento mai ricevuto.

E’ successo a Paolo Di Gregorio. Il quotidiano Libero racconta che l’uomo, originario della Valtellina, dodici anni fa ha perso sua figlia ventenne sgozzata dal marito. All’epoca la Corte d’Appello di Milano gli riconobbe il risarcimento da 1,6 milioni.

Era il 21 gennaio del 2000 quando Sonia, fioraia a Morbegno, in Valtellina, venne uccisa dal marito da cui aveva avuto una figlia. L’uomo è stato condannato in secondo grado a undici anni e quattro mesi di carcere e tre mesi in un ospedale psichiatrico, dopo che gli era stata riconosciuta la semi-infermità mentale. Ma grazie all’indulto del 2006 l’uomo è tornato in libertà dopo due anni e otto mesi.

Nel frattempo il papà di Sonia ha dovuto vendere il negozio che aveva a Cino, paesino della Valtellina, per pagare le spese legali. Si è trasferito a Zurigo, in Svizzera, per non rivedere il genero. Ma lì è visto arrivare la richiesta dell’Agenzia delle Entrate. Una tassa su un risarcimento mai arrivato.