Tasse e mazzette: arresti all’Agenzia Entrate siciliana

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Dicembre 2015 12:35 | Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre 2015 12:47
Tasse e mazzette: arresti all'Agenzia Entrate siciliana

Tasse e mazzette: arresti all’Agenzia Entrate siciliana

ROMA – Avrebbero accettato mazzette in denaro, ma anche promesse di assunzione per i familiari, per annullare gli accertamenti fiscali da essi stessi promossi: la Finanza ha effettuato una vera e propria retata negli uffici di varie sedi dell’Agenzia delle Entrate tra Agrigento e Palermo.

“E’ grave il fatto che fra le misure cautelari eseguite oggi, 8 persone sono dell’agenzia delle entrate. Impiegati, funzionari che anziché compiere il loro dovere, facevano di tutto per favorire gli interessi degli imprenditori. Ed è grave che vi fosse anche il direttore”. Lo ha detto il procuratore capo di Agrigento, Renato Di Natale, durante la conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’operazione “Duty Free” che ha permesso di eseguire 15 misure cautelari per le ipotesi di reato di corruzione, truffa aggravata ai danni dello Stato, abuso d’ufficio, assenteismo.

Mazzette o assunzione di familiari per cancellare gli accertamenti fiscali. Ci sono anche un funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento, Vincenzo Tascarella, e l’ex dirigente in servizio alla direzione regionale delle Entrate di Palermo e dal 13 gennaio del 2014 direttore della direzione provinciale delle entrate di Agrigento, Pietro Pasquale Leto, tra i destinatari del provvedimento cautelare del Gip di Agrigento, notificato dalla guardia di finanza. Arrestati per ordine del gip Francesco Provenzano. Indagato anche l’imprenditore Marco Campione presidente di Girgenti Acque, consorzio che si occupa di distribuzione idrica.

“Nella sua qualità di pubblico ufficiale – scrive la Procura – accettava la promessa di una somma di denaro per omettere atti del proprio ufficio e/o per compiere atti contrari ai propri doveri d’ufficio. Tascarella – prosegue la Procura – accettava la promessa della somma di denaro per favorire l’annullamento dell’avviso di accertamento da lui stesso emesso con un provvedimento di autotutela, “piegando” la propria funzione istituzionale di funzionario dell’agenzia delle Entrate all’interesse della società contribuente”.

Tra gli indagati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari, con obbligo di braccialetto elettronico, c’è anche Pietro Pasquale Leto che all’epoca in cui scattò l’inchiesta era dirigente in servizio alla direzione regionale delle Entrate di Palermo e dal 13 gennaio del 2014 direttore della direzione provinciale delle entrate di Agrigento.

“Leto, nella sua qualità di pubblico ufficiale, accettava la promessa di Marco Campione, rappresentante legale della Girgenti Acque, – scrive la Procura della Repubblica di Agrigento – di altra utilità, consistente nell’assunzione a tempo indeterminato della propria figlia, presso l’ufficio legale della Girgenti Acque”.