Tav, lunedì si buca il monte. Arrivano 200 soldati. Nuove Br: “Ora passo avanti”

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 settembre 2013 14:12 | Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2013 18:08

Il cantiere Tav apre i cancelli ai sindaci della Valle di SusaROMA – Tav in Val di Susa, lunedì si buca il monte per scavare il tunnel. La tensione sale. Per evitare nuovi scontri il governo manda 200 militari. E poco dopo che si è diffusa la notizia arriva un documento firmato da Alfredo Davanzo e Vincenzo Sisi, delle nuove Br: “Il movimento No Tav deve compiere un altro salto in avanti, politico organizzativo, assumendone anche le conseguenze, o arretrare”, hanno scritto i due dal carcere in cui sono rinchiusi.

La decisione l’ha presa il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano.

PAOLA BASILONE NUOVO PREFETTO DI TORINO – Il Comitato ha anche deciso di mandare a Torino un nuovo prefetto, Paola Basilone, ex vicecapo della Polizia (attuale commissario per le persone scomparse), per garantire la presenza di un rappresentante del governo esperto di ordine pubblico. La nomina di Basilone era stata anticipato dallo stesso Alfano con un tweet. Conosciuta per la sua determinazione, in passato Paola Basilone si è occupata delle infiltrazioni mafiosi sulla Tav Roma-Napoli, in qualità di coordinatrice del gruppo ispettivo della Prefettura di Napoli.

LA NOTA DEL VIMINALE –  “Dopo un’approfondita analisi delle manifestazioni di protesta e dei recenti episodi di danneggiamento a carico di alcune imprese, legati alla realizzazione della Tav Torino-Lione – informa il Viminale – il Comitato, nell’evidenziare la necessità di tenere alto il livello di attenzione e vigilanza, ha deliberato, attraverso una rimodulazione del Piano di impiego dei militari nel controllo degli obiettivi a rischio, l’invio di ulteriori 200 unità per le esigenze di sicurezza del cantiere Tav in Val di Susa”. Finora erano circa 215 i militari del quinto reggimento Alpini impiegati nella difesa della recinzione del cantiere.

M5S: “VAL DI SUSA NON E’ L’AFGHANISTAN” –  Il Movimento 5 stelle ha subito criticato la decisione del Viminale. “Mentre vengono arrestati esponenti di un noto partito di maggioranza per gli appalti legati alla Tav fiorentina, mentre cresce il dissenso in Italia e in Francia sull’anacronistica Torino-Lione, il governo Letta-Alfano non trova di meglio che spedire altri 200 militari in Val di Susa. E’ una scelta insensata, un uso anomalo delle nostre Forze Armate che se rassicura i signori delle tangenti da un lato rischia di esasperare gli animi dei cittadini dall’altro”, sostengono i deputati della commissione Difesa del M5S alla Camera. “La decisione odierna del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza avvilisce i compiti che la Costituzione affida alle nostre Forze Armate. Tra quei compiti infatti non c’è quello di arginare il dissenso e le manifestazioni popolari contro una inutile grande opera che devasta l’ambiente. Mettere i militari contro i cittadini è un fatto gravissimo, che approfondisce ancora di più il solco crescente con le istituzioni. La Val di Susa non è l’Afghanistan per questo chiediamo con forza l’immediata revoca del provvedimento”.