Tangenti Expo e Tav: 4 arresti, anche Ercole Incalza, dirigente del Ministero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Marzo 2015 8:35 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2015 9:48

ROMA – Quattro arresti e 50 indagati per tangenti sulle Grandi opere, in particolare su Expo e sulla Tav. Tra gli arrestati anche Ercole Incalza, il dirigente del ministero dei Lavori pubblici, l’imprenditore Stefano Perotti, Sandro Pacella e Francesco Cavallo. Tra i 50 indagati invece figurano anche numerosi politici, ma non si tratterebbe di politici di “primissimo piano”.

La Procura di Firenze la mattina del 16 marzo ha ordinato gli arresti e oltre 100 perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta su alcuni appalti pubblici. I reati contestati agli arrestati sono di corruzione, induzione indebita, turbata libertà degli incanti e altre violazioni relative alla pubblica amministrazione. D’altronde la Procura e i carabinieri del Ros hanno contestato agli arrestati un

“articolato sistema corruttivo che coinvolgeva dirigenti pubblici, società aggiudicatarie degli appalti ed imprese esecutrici dei lavori”.

Incalza è arrivato al ministero delle Infrastrutture nel 2001, col governo Berlusconi, dove è rimasto per 14 anni e vedendo passare altri 7 governi. Dopo il governo Prodi, è stato promosso a capo struttura di missione da Altero Matteoli del nuovo governo Berlusconi, ruolo che gli è stato confermato da Corrado Passera del governo Monti e da Maurizio Lupi  nei governi Letta e Renzi.

Le indagini sono coordinate dalla procura di Firenze, perché tutto è partito da un’inchiesta sugli appalti per l’Alta velocità nel nodo fiorentino e per il sotto-attraversamento della città, per poi allargarsi a tutte le più importanti tratte dell’Alta velocità del centro-nord Italia ed a una lunga serie di appalti relativi ad altri Grandi Opere, compresi alcuni relativi all’Expo.

Secondo l’accusa sarebbe stato proprio Incalza, definito “potentissimo dirigente” del ministero dei Lavori Pubblici, il principale artefice del “sistema corruttivo” scoperto dalla procura di Firenze. Sarebbe stato lui, in particolare, in qualità di ‘dominus’ della Struttura tecnica di missione del ministero dei Lavori pubblici, ad organizzare l’illecita gestione degli appalti delle Grandi opere, con il diretto contributo di Perotti, cui veniva spesso affidata la direzione dei lavori degli appalti incriminati.

Riguardo agli altri due arrestati, Pacella è un funzionario del ministero, stretto collaboratore di Incalza, così come gravitava nell’ambito del dicastero anche Cavallo, presidente del Cda di Centostazioni Spa, società del gruppo Ferrovie dello Stato.