Tav, centri sociali Venezia accusano: “Polizia violenta, parlano i filmati”

Pubblicato il 5 Luglio 2011 16:20 | Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2011 16:20

VENEZIA – I centri sociali del veneziano torneranno in Val Susa se i Comitati lo richiederanno e respingono le accuse di violenza, sottolineando che ”i violenti sono stati le forze dell’ordine. I filmati che stanno uscendo – dicono alcuni rappresentanti – lo dimostrano”.

Conferenza stampa improvvisata davanti al Municipio a Mestre di Michele Valentini, portavoce del Rivolta, Tommaso Cacciari e di Vittoria Scarpa del comitato lagunare No Tav per ribadire che i fatti ”sono ben diversi da quelli letti sui giornali”.

”I Comitati – ha spiegato Valentini – avevano consigliato un abbigliamento consono, con maschere antigas e caschetto, visto che qualche giorno prima erano stati ‘gasati’ gratuitamente per essere fatti sloggiare violentemente dall’accampamento No Tav”.

”Eravamo in 70 mila, cioè tutta la valle, paesi interi e Comitati vari, tutti assieme perché la Val di Susa è un simbolo, è una battaglia che sentiamo nostra, perché ognuno deve decidere democraticamente del proprio territorio e non la cricca degli speculatori economici legati al Governo – ha proseguito – Per questo si era deciso di ‘accerchiare’ da vari fronti il cantiere, solo per fare una forma di pressione. Quando ci siamo avvicinati alla rete hanno iniziato a sparare lacrimogeni ad altezza d’uomo. A quel punto la gente si e’ difesa. I trattamenti ai manifestanti ricordano infaustamente quello di 10 anni fa a Genova. Certo, c’erano i violenti e non erano i Black bloc, che non sono mai esistiti in Val Susa, ma i poliziotti, i carabinieri che davano la caccia all’uomo, che seviziavano i manifestanti”.

”Violenza è attaccare il corteo – ha aggiunto Cacciari – vigliacchi sono quelli che massacrano le persone a terra e ammanettate”. ”Le telecamere – ha osservato Strada – fanno vedere qualcosa di radicalmente diverso . Erano cortei diversi, in sintonia con i Comitati”.

”Nella politica di destra e sinistra abbiamo visto il peggio – ha spiegato Valentini – Se pensavano che si fosse risolto il problema hanno sbagliato. C’è ancora da fare in Val Susa, e ritorneremo”.

Giudizio negativo anche verso la Lega nord: ”Il problema – è il giudizio unanime – è che si è fermata troppo a Roma e non esprime più le istanze del territorio, ma asseconda i grandi interessi”. Giudizio negativo anche verso la Tav Nordorientale, sotto la lente d’ingrandimento dei centri sociali veneziani, pronti a mobilitarsi e chiamare a raccolta in Veneto altri centri anche su questo fronte.