Tav, Italia in ritardo sui lavori. Svizzera: “Paghiamo noi, ma finite in tempo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 gennaio 2014 5:30 | Ultimo aggiornamento: 6 gennaio 2014 21:13
Alta velocità, Italia in ritardo. Svizzera s'offre di pagare per finire i lavori

Tav, Italia in ritardo sui lavori. Svizzera: “Paghiamo noi, ma finite in tempo” (Foto LaPresse)

ROMA – L’Italia è in ritardo con l‘alta velocità e per risolvere il problema scende in campo la Svizzera. Un finanziamento, anche a fondo perduto, offerto dal governo svizzero per portare a termine i lavori della linea ferroviaria ad alta velocità.

Claudio Del Frate sul Corriere della Sera spiega:

Berna considera di vitale importanza l’attivazione di questo collegamento ed è disposta a pagarla di tasca propria, purché l’Italia garantisca il completamento dei cantieri. La decisione è stata presa a dicembre dalle autorità elvetiche: è stato stanziato un credito di 990 milioni di franchi (poco più di 800 milioni di euro) per lo sviluppo del trasporto ferroviario. Un quarto di questo importo, circa 280 milioni, è stato accantonato per l’Italia”.

Non un semplice prestito, ma una sorta di mutuo che

“«potrà essere trasformato in un versamento a fondo perduto in caso di interessi preponderanti per la Svizzera» riferisce al proposito l’agenzia Swissinfo. Secondo la stessa fonte il ministro dei trasporti Doris Leuthard ha dichiarato: «Se vogliamo che questi lavori (quelli in Italia, ndr) siano intrapresi in linea con quelli svizzeri, dobbiamo aiutare a finanziarli»”.

I motivi della generosità svizzera sarebbero legati al timore che l’Italia non tenga il passo con i lavori e l’opera resti incompiuta, spiega Del Frate:

“dall’altro Berna considera strategico il suo investimento sulla nuova dorsale alpina, per la quale ha speso ben 30 miliardi di franchi, 7 solo per scavare la nuova galleria del San Gottardo che con i suoi oltre 50 chilometri di lunghezza diventerà la più lunga d’Europa e che entrerà in esercizio già nel 2016”.

Inoltre Berna vorrebbe spostare il traffico merci dalla strada ai binari:

“Il dilemma semmai è un altro: l’Italia ha sempre ipotizzato che il naturale sbocco del corridoio proveniente dalle Alpi fosse Chiasso e poi Milano. La Svizzera ha manifestato preferenze invece per il ramo che costeggia il lago Maggiore toccando Gallarate e poi proseguendo verso Genova. Il perché è presto detto: Berna vuole spostare sui binari il suo traffico merci, togliendo dalle strade entro il 2020 ben 70mila camion all’anno. Già oggi il 75 per cento dei container che corre sui treni segue quella strada”.