Tav, nuovo attentato in Valsusa dopo gli arresti di 3 No Tav

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 settembre 2013 12:05 | Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2013 12:22
Tav, nuovo attentato in Valsusa: bruciato cassone di plastica alla Italcoge

Cantiere Tav a Chiomonte (Foto LaPresse)

TORINO – Un nuovo attacco dei No Tav la notte tra il 10 e l’11 settembre ha colpito un’azienda che lavora alla costruzione della Tav Torino-Lione in Val di Susa. L’atto vandalico sarebbe un gesto di vendetta per gli arresti domiciliari eseguiti mercoledì 11 settembre nei confronti di tre militanti anarchici No Tav che lo scorso 10 agosto avevano minacciato e costretto all’allontanamento una giornalista. I No Tav hanno attaccato l’Italcolge, dando fuoco ad un cassone che conteneva plastica e tentando di incendiare le gomme di una pala meccanica, che era già stata danneggiata da attacchi vandalici nel 2012.

Elisa Sola sul Corriere della Sera spiega che l’ultimo attacco No Tav è frutto di una vendetta:

“Il gesto rappresenta la vendetta dei tre arresti ai domiciliari eseguiti mercoledì su ordine del gip di Torino nei confronti di tre membri dell’anarchia torinese, valsusina e del varesotto. I tre antagonisti avevano minacciato e costretto ad allontanarsi una collaboratrice del quotidiano La Repubblica mentre era in servizio a una manifestazione No Tav, nei boschi della Val Clare, lo scorso 10 agosto”.

I tre No Tav arrestati appartengono all’area anarchica, spiega la Sola:

“Maurizio Mura, torinese con precedenti penali per resistenza, danneggiamento, lesioni e violenza privata, Giuliano Borio, di Avigliana e Gioele Giacobbe, anarchico, già arrestato recentemente per aver aggredito con altri un agente mentre eseguiva dei rilievi fotografici fuori dal cantiere di Chiomonte l’anno scorso”.

I No Tav sul loro sito denunciano la “repressione della Procura di Torino” contro i loro militanti ed ora anche i giornalisti finiscono nel mirino degli attacchi, spiega il Corriere della Sera:

“Gli attacchi ai giornalisti però non sono una novità di questa estate. Negli ultimi due anni sono stati almeno dieci quelli aggrediti, ma se per aggressione si tiene conto anche degli insulti verbali o degli spintoni ricevuti i casi si moltiplicano. Ad eccezione di pochi però, quasi nessuno ha denunciato. In primo luogo perché molti sono free lance e hanno paura di perdere la possibilità di scrivere di Tav denunciando dei «no Tav». In secondo luogo perché il timore di ritorsioni spesso ha il sopravvento”.

Molti militanti No Tav condannano gli attacchi e la violenza, ma la componente anarchica ha preso il sopravvento, spiega la Sola:

“Negli ultimi mesi però la componente anarchica che fa parte del movimento, così come molte altre, ha deciso di intensificare gli attacchi e di scegliere una linea di lotta molto più dura. Siccome non esiste all’interno del movimento un organo di controllo né una gerarchia di ruoli, non esistono freni alle azioni eversive degli ultimi mesi”.