Taxi Milano, protesta e scontri in centro: 2 tassisti investiti durante liti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Maggio 2014 14:43 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2014 14:43
Taxi Milano, protesta e scontri in centro: 2 tassisti investiti durante liti

Taxi Milano, protesta e scontri in centro: 2 tassisti investiti durante liti

MILANO – Scontri e risse per la protesta dei tassisti a Milano contro la nuova app di Uber, che favorirebbe la concorrenza dei noleggiatori di auto Ncc. I cortei dei taxi bianchi invadono la città di Milano e due tassisti nella notte sono stati investiti. Circa 200 i manifestanti che la mattina del 19 maggio si sono radunati davanti a Palazzo Marino per chiedere le dimissioni di Pierfrancesco Maran, assessore di Milano alla Mobilità. Il corteo si è poi mosso, dirigendosi verso la Prefettura di Milano.

Gli scontri e le proteste iniziate nel pomeriggio di sabato 17 maggio continuano senza sosta da due giorni. Lo sciopero dei taxi ha creato non pochi disagi e la tensione massima è stata raggiunta domenica, dove i tassisti hanno lanciato uova e insulti alla manager di Uber, la società che ha creato la app della discordia.

Il Corriere della sera scrive:

“I tassisti ormai «esasperati, disarticolati e senza guide», hanno deciso per lo sciopero bianco: in attesa dell’agitazione dell’11 giugno, lunedì «turno libero»: gli orari delle licenze comunali non saranno rispettati. Si chiede un’ordinanza del Comune o un intervento del Governo, mentre il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi convoca i tassisti: «C’è un’authority per i trasporti apposta ma anch’io voglio vederci chiaro: mercoledì incontrerò la categoria». Ciò nonostante, lunedì la città è in ostaggio di 5 mila auto bianche”.

Liti e scontri continuano e nella notte tra 18 e 19 maggio due tassisti sono stati investiti e soccorsi, ma avrebbero riportato solo ferite lievi:

“Il primo episodio riferito dalla polizia è avvenuto alle 2 in viale Bligny, quando due tassisti hanno aggredito verbalmente un autista ncc che, salito sulla sua macchina, ha poi investito uno dei suoi aggressori che è stato portato all’ospedale Gaetano Pini dove è stato giudicato guaribile in 5 giorni.

Alle 2.40 sono stati due tassisti a litigare, come hanno riferito tre clienti appena scesi da una macchina in viale Arbe: appena finita la loro corsa, hanno visto arrivare un altro taxi dal quale sono scesi tre uomini che hanno cercato il bloccare il loro autista che invece è poi riuscito a ripartire. Alle 4.30 un uomo di 32 anni è salito a bordo di un’auto Ncc e si è fatto portare in piazza Duca d’Aosta: una volta arrivato a destinazione, il cliente si è qualificato come tassista e ha spiegato che non avrebbe pagato la corsa perché avvenuta su un’auto abusiva. L’autista dell’auto facendo marcia indietro lo ha investito e l’uomo è stato portato all’ospedale Niguarda con ferite leggere”.

Se non mancano scontri tra tassisti e autisti Ncc, tutti si schierano contro Maran e chiedono norme alla politica e al governo:

“«Innovativi non significa illegali. L’app invece usa un dispositivo che è equiparabile al tassametro. Non è vero che Maran non può fare nulla». Contro l’assessore anche l’opposizione: «Prende in giro i tassisti» dice il forzista Fabrizio De Pasquale. Dalle proteste autonome si dissociano anche dal radiotaxi: «Va bene lo sciopero dell’11 ma queste proteste sono insensate – spiega il direttore del 6969, Vincenzo Mazza -. Lo spontaneismo non deve danneggiare i clienti. E basta pressioni psicologiche sugli autisti da parte dei “soliti irriducibili”». Quelli che per Giovanni Maggiolo della Unica Filt Cgil, sono «infiltrati politici» che fanno il gioco di Uber. Proteste controproducenti anche per il sindacato: «Se si sciolgono i turni ci saranno lunghe code nelle piazzole più grande e multe dei vigili»”.

Intanto la Prefettura ha diramato una nota e annunciato che le violazioni saranno punite:

“«Tali violazioni – spiega una nota della Prefettura – possono rivestire anche carattere penale per i profili di interruzione di pubblico servizio e per quelli di altra natura, che costituiscono i presupposti per l’avvio dei procedimenti amministrativi diretti ad incidere sulle licenze di attività, fino a determinarne la revoca nei casi più gravi»”.