De Falco a Schettino: “Vada a bordo cazzo, avrà guai”, la trascrizione

Pubblicato il 18 gennaio 2012 13:56 | Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2012 13:56
costa

Costa Concordia (Lapresse)

ISOLA DEL GIGLIO (GROSSETO) – E’ la notte tra venerdì 13 e sabato 14 gennaio, la nave Costa Concordia si è incagliata su uno scoglio ed è naufragata. Il capitano di fregata di Livorno Gregorio De Falco è al telefono con il comandante della crociera, Francesco Schettino.

Dall’1.46 in poi De Falco è molto teso, invita Schettino a salire sulla nave.

 

LA PRIMA TELEFONATA

De Falco: “Sono De Falco da Livorno. Mi dica il suo nome. Ascolti, Schettino, ci sono persone intrappolate a bordo: lei adesso va con la sua scialuppa sotto la prua della nave lato dritto, c’è una biscaglina, sale e va a bordo e mi riporta quante persone ci sono. Le è chiaro?.

Schettino: “Le dico una cosa: in questo momento sono qua di fronte, la nave è inclinata di 90 gradi.

De Falco: “Ascolti, c’è gente che sta scendendo dalla biscagina di prua. Lei quella biscaglina la percorre in senso inverso, sale sulla nave e mi dice se ci sono bambini, donne o persone bisognose di assistenza e mi dice il numero di ciascuna di queste categorie”.

“Guardi Schettino che lei si è salvato forse dal mare ma io le faccio passare l’anima dei guai. Vada a bordo, cazzo”.

Schettino: “Comandante, 
per cortesia”.

De Falco: “No, per cortesia lei: lei adesso prende e vai a bordo. Mi assicuri che sta andando al bordo”. Schettino: “Io sto andando con la lancia dei soccorsi, sono sotto qua non sono andato da nessuna parte”.

De Falco: “Che sta facendo comandante?”.

Schettino: “Sono qua per coordinare i soccorsi”.

De Falco: “Che sta coordinando da lì? Vada a bordo e coordini i soccorsi da bordo”. “Si sta rifiutando di andare a bordo, comandante. Qual è il motivo per cui non ci va?”.

Schettino: “Ci sto andando perché c’è l’altra lancia che si è fermata”.

De Falco: “Lei vada a bordo, è un ordine. Lei non deve fare altre valutazioni, ha dichiarato l’abbandono nave, adesso comando io, lei vada a bordo, è chiaro?”.

Schettino: “Mi chiami immediatamente da bordo, c’è il mio aerosoccorritore lì”.

De Falco: “Dove sta il suo soccorritore?”.

Schettino: “Il mio soccorritore sta a prua”.

De Falco: “Ci sono già cadaveri, Schettino, avanti”.

Schettino: “Quanti cadaveri ci sono?”.

De Falco: “Me lo deve dire lei, Cristo”.

Schettino: “Ma si rende conto che qui è buio e non vediamo nulla?”.

De Falco: “E’ buio e vuole tornare a casa, Schettino?”.”Salga sulla prua della nave, Schettino. E mi dica che cosa si può fare, quante persone ci sono e che bisogno hanno. Ora”.

Schettino: “Sono insieme al comandante in seconda, qui”.

De Falco: “Come si chiama”.

Schettino: “Dimitri”.

De Falco: “Lei e il suo secondo salite subito”.

Schettino: “Io Comandà voglio salirci a bordo, solo l’altra scialuppa dei soccorsi si è fermata alla deriva”.

De Falco: “Lei è un’ora che mi sta dicendo questa cosa. Ora lei va a bordo, a bor-do e mi viene a dire quante persone ci sono. Subito”.

 

LA SECONDA TELEFONATA

De Falco chiama Schettino che gli risponde subito così: “Io ho avvisato anche la società, mi dicono che ci sono dei passeggeri a bordo, sembra che ci siano un centinaio di persone, però le ripeto…”.

De Falco: “Comandante lei non mi sa dare un dato esatto, un centinaio di persone sembra”.

Schettino: “Allora comandà, io non le so dare un dato esatto perché, le spiego: mentre stavamo facendo l’evacuazione di tutti i passeggeri, gli ufficiali ci siamo tutti riuniti qua, sulla scialuppa”.

De Falco: “Dove siete, sulla scialuppa tutti gli ufficiali?”

Schettino: “Sì, siamo io, il comandante in seconda…”

De Falco: “No, mi scusi, ma lei prima era solo con il marinaio. Se gli ufficiali sono riusciti a scendere da lei, vuol dire che si potevano ancora muovere.

Schettino: “Infatti…”

De Falco: “E allora perché non tornano a bordo a vedere com’è la situazione e poi ce la riferiscono grazie”.

Schettino: “Adesso non si può”

De Falco: “Li mandi a bordo, mandi una persona a bordo a coordinare, io le sto dando un ordine comandante, lei deve mandare qualcuno a bordo”

Schettino: “Stiamo andando noi a bordo a coordinare”

De Falco: “Esatto, voi dovete andare a bordo a coordinare lo sbarco, chiaro”

Schettino:  “Ma noi non possimo salire più adesso, la nave adesso è quasi affondata”.

De Falco chiede: “E allora perché li ha fatti scendere comandante”

Schettino: “Come fatti scendere, abbiamo abbandonato la nave”.

De Falco: “E con cento persone ancora a bordo lei abbandona la nave, cazzo?”.

Schettino: “Io non ho abbandonato nessuna nave con cento persone a bordo, e che la nave si è sbandata di colpo e siamo stati catapultati in acqua”.

De Falco: “Vedremo poi cosa è successo adesso però mi faccia sapere tutto ciò che accade e per ogni cosa. Si metta lì sotto con ‘sta scialuppa e non si allontani, e chiaro?”.