Padre, madre e figlio di 12 anni uccisi a sprangate in Gallura: ipotesi vendetta

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Maggio 2014 8:17 | Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2014 20:49

 

Il piccolo Pietro, 12 anni, ucciso insieme ai genitori a Tempio Pausania

Il piccolo Pietro, 12 anni, ucciso insieme ai genitori a Tempio Pausania(foto Facebook)

TEMPIO PAUSANIA – Uccisi a sprangate: padre, madre e figlio di 12 anni. E’ successo a Tempio Pausania, in Gallura. I loro corpi sono stati scoperti da un parente intorno alle 22:45 in un’abitazione di Tempio Pausania, in via S.Rita 5. Le vittime sono Giovanni Maria Azzena, 50 anni, la moglie Giulia Zanzani, 48 anni, ed il loro figlio Pietro.

Giovanni Maria Azzena e la moglie erano molto conosciuti a Tempio. Gestivano un’attività commerciale di abbigliamento e calzature per bambini, ‘Azzena Baby Trend’, in via Villa Marina. L’omicidio potrebbe quindi essere riconducibile alla loro attività, ma non solo: l’uomo nel 2008 era stato arrestato in un’operazione della Guardia di finanza denominata ‘Lotta allo strozzino’ e legata all’usura e alle estorsioni. Con lui erano finite in cella altre due persone. I tre avrebbero prestato denaro in cambio di assegni postdatati, ma la cifra richiesta era molto più alta rispetto al denaro prestato: con tassi di usura variabili tra il 50 e il 200%. 

All’epoca per Azzena, Osvaldo Premuselli e il napoletano Pietro Dati, la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio a conclusione di un’inchiesta su un giro di prestiti a tassi usurai che variavano dal 50 al 200%. Un gruppo ben organizzato, finito in carcere nel 2008, in seguito all’indagine di polizia e guardia di finanza, indagine scattata dopo le denunce di alcune vittime finite nelle maglie degli strozzini.

Quella dell’usura tuttavia non è l’unica pista investigativa battuta per fare luce sulla strage familiare, ma al momento gli inquirenti non si sbilanciano. Dalle poche indiscrezioni che trapelano, sembra che qualcuno sabato sera abbia cercato di modificare la scena del delitto: troppo poco il sangue trovato intorno ai tre cadaveri, come se una mano misteriosa avesse cercato di eliminare le tracce del massacro. Non è ancora sicura nel frattempo la causa della morte: se i coniugi Azzena e il figlio Pietro siano morti soffocati a causa del filo elettrico trovato intorno al collo o per i colpi inferti alla testa da un oggetto contundente, probabilmente una spranga. Sarà l’autopsia a fare chiarezza, esame in programma tra domenica e lunedì.