Dardo di balestra alla gola del suocero. Ultimo atto di un marito violento: avvelenò la figlia e picchiò la moglie, ma rimase libero

Pubblicato il 28 Febbraio 2011 14:46 | Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio 2011 15:59

OME (BRESCIA) -E’ in prognosi riservata Guerrino Chiappa, uomo di 66 anni colpito alla gola dal dardo di una balestra. La colpa dell’uomo? Aver difeso sua figlia e le sue nipotine di 3 e 6 anni dalla rabbia e dalla violenza del genero, un operaio specializzato di 28 anni, D.P., che non si rassegnava alla fine del matrimonio.

Dopo ripetute violenze ed una denuncia per stalking la giovane moglie riesce a fuggire dai ripetuti episodi di violenza del marito, per tornare nella casa dei genitori, dove trova un luogo sicuro in cui crescere le bambine, fino a sabato scorso quando il marito violento si presenta a casa dei suoceri con una balestra, prima il dardo al collo del suocero, poi le percosse alla suocera ed alla ex moglie, fino all’intervento dei carabinieri, avvisati dai vicini di casa.

Ad Ome dopo il folle gesto non rimane che la rabbia per un episodio che gli inquirenti avrebbero potuto evitare, dopo che lo scorso gennaio l’uomo era stato arrestato dai carabinieri per tentato omicidio della figlia di 6 anni, a cui aveva regalato dei pasticcini contenenti mercurio accompagnati da un biglietto in cui prometteva di ‘fare di peggio’, arresto poi revocato dal Gip, che aveva derubricato il reato in lesioni e disposto il divieto di avvicinarsi all’abitazione dei suoceri e di mettersi in contatto con i familiari.

Ordinanza che l’uomo, che aveva già dato segni di squilibrio, non ha rispettato, facendo irruzione nella casa all’urlo “se non posso vedere le bambine, non le vedrete neanche voi”. Ciò che oggi rimane è la rabbia per quanto accaduto, una tragedia evitabile se solo si fosse dato ascolto alle minacce dell’uomo, e fosse stato dato il giusto peso non solo alle sue parole, ma alle sue azioni da folle. C’è da augurarsi che quanto accaduto non si ripeta, che il carcere gli permetta di non completare l’opera iniziata, e gli inquirenti dovranno rispondere alle domande dell’ex moglie: “cosa doveva fare per rimanere in carcere? ucciderci tutti? Ho denunciato le sue violenza, ma è rimasto libero”.

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