Teramo: deve pagare 62mila euro di tasse su un risarcimento mai ricevuto

Pubblicato il 25 Ottobre 2012 13:40 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2012 13:42
Tasse da 62mila euro su un risarcimento mai arrivato

TERAMO – Gli arriva a casa una cartella esattoriale da 62.383 euro: ma sono tasse su soldi che non ha mai ricevuto. La storia è quella di Giuseppe Panichi che nel 1997 vinse una causa contro il Comune di Teramo e il tribunale gli riconobbe il risarcimento di 2 milioni di euro. Solo che il Comune fece ricorso e ottenne la sospensione del pagamento. E ora l’Agenzia delle Entrate ha chiesto a Panichi di pagare le tasse su quella cifra, che però lui non ha mai ricevuto. A sorpresa il Comune ha deciso di intervenire e pagare al suo posto.

Tra l’altro la Corte d’Appello dell’Aquila sospendendo il risarcimento, in attesa della definizione del giudizio, ha ridimensionato la somma da pagare a 250 mila euro. Anche le tasse da pagare su questo importo dovevano essere ridotte. Ma la macchina burocratica è troppo lenta.

Disperato Giuseppe Panichi ha scritto una lettera a Giorgio Napolitano: “Non ci sarebbe niente da dire se questa richiesta si riferisse ad un tributo maturato e quindi da me dovuto. Si riferisce, invece, alle spese di registro ed ai relativi interessi per la causa da me vinta davanti al tribunale di Teramo nel mese di marzo del 2011, dopo quindici anni stressanti con spese e lungaggini indicibili. Ancora una volta il cittadino si trova a dover combattere una lotta impari contro una amministrazione spesso ottusa e sorda al richiamo della ovvietà”.

Dopo un giorno il Comune di Teramo ha deciso di pagare lui gli oneri. Il sindaco, Maurizio Brucchi, dice che “visto che l’obbligo di pagamento grava tanto sulla società Specialfrutta che sull’amministrazione e che per non andare incontro a sanzioni, bisogna pagare, l’amministrazione si farà parte diligente per provvedere al pagamento dell’imposta di registro liquidata dall’Agenzia delle Entrate di Teramo e relativa alla sentenza di primo grado oppure ottenere una sospensione dell’avviso”.