Teresa Scavelli, baby sitter italiana uccisa in Svizzera mentre difende una bambina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Settembre 2020 12:31 | Ultimo aggiornamento: 7 Settembre 2020 12:33
Teresa Scavelli, baby sitter italiana uccisa in Svizzera mentre difende una bambina

Teresa Scavelli, baby sitter italiana uccisa in Svizzera mentre difende una bambina

Uccisa di botte mentre difende la bimba che aveva in custodia. E’ morta così Teresa Scavelli, baby sitter di Verona che stava lavorando in Svizzera.

Teresa Scavelli è stata uccisa da un uomo che era entrato nell’abitazione dove lei lavorava come governante e baby sitter. Uccisa mentre tentava di difendere la bambina che le era stata affidata a San Gallo, nella svizzera tedesca.

Teresa aveva 46 anni, era calabrese di nascita e veronese d’adozione. Come riporta L’Arena di Verona, a Oppeano aveva lasciato il marito Salvatore Elia e i tre figli ormai grandi, Giuseppe, Simone (che vivono per conto loro) e Sarah (che vive con il papà). Era andata in Svizzera a lavorare, dove aveva anche dei parenti.

Gli agenti della polizia svizzera arrivati sul posto hanno trovato l’aggressore che continuava ad accanirsi contro la povera donna. Gli hanno intimato di fermarsi, ma lui ha continuato a colpirla e agli agenti non è rimasto altro da fare che sparargli. L’aggressore, che poi si è scoperto essere un cittadino svizzero, è deceduto sul colpo. 

Il violento picchiatore, riporta il sito Rai del Tgr Veneto, sarebbe un 22enne del posto che soffriva di problemi psichici: penetrato nella casa, dove Teresa era con la bambina e la proprietaria, il giovane l’avrebbe colpita con un oggetto contundente. Tra lui e la vittima secondo la procura di San Gallo non vi erano legami e l’uomo sarebbe entrato nella casa per una scelta momentanea e casuale. (Fonti L’Arena e RaiNews).