Termini Imerese, Agenzia delle Entrate occupata dagli operai Fiat

Pubblicato il 9 Maggio 2012 12:30 | Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2012 14:38

PALERMO – Centinaia di operai della Fiat hanno occupato la sede dell’Agenzia delle Entrate a Termini Imerese. Tra i lavoratori c’è molta tensione. Il blitz e’ scattato alla fine dell’assemblea organizzata da Fim, Fiom e Uilm davanti ai cancelli dello stabilimento, dove la produzione è ferma dallo scorso dicembre.

Il passaggio della fabbrica alla Dr Motor di Massimo Di Risio non è stato ancora perfezionato per le difficoltà dell’imprenditore ad ottenere fondi dalle banche per capitalizzare la società. Sono complessivamente 2200 gli operai che temono per il proprio futuro, tra questi ci sono 600 ”esodati” in attesa delle decisioni del ministro del Lavoro Elsa Fornero.

”Da qui parte una battaglia, colpiremo altri obiettivi simbolici. Siamo pronti a tutto, ora basta. Difenderemo le nostre famiglie senza guardare in faccia nessuno, dai politici ai sindacalisti nazionali: Bonanni e Angeletti hanno firmato gli accordi, fateli rispettare e subito. Non si scherza col pane dei nostri figli”.

Vincenzo Capizzi, operaio della Magneti Marelli, e’ tra i piu’ animati. Dentro la sede dell’Agenzia delle Entrate di Termini Imerese ci sono decine di lavoratori della Fiat e delle aziende dell’indotto. La polizia sta tenendo la situazione sotto controllo con una decina di agenti all’interno della sede, ma all’interno dei locali c’e’ molta tensione.

Il personale e’ rimasto chiuso negli uffici. Michele Russo, operaio della Bienne Sud: ”Non ce la facciamo piu’, abbiamo quattro soldi della cassa integrazione ma non abbiamo piu’ un posto di lavoro e lo Stato pretende il pagamento delle tasse”. I piu’ disperati sono gli interinali, una cinquantina di operai che dal primo settembre non avranno piu’ l’indennita’ di disoccupazione. Tra i lavoratori che hanno occupato l’Agenzia c’e’ un gruppo di ”esodati”, operai che hanno accettato l’accompagnamento alla pensione ma che al momento rimangono in un limbo.