I terrapiattisti: “Sbarco sulla Luna? Tutto falso. Tutto organizzato dalla massoneria”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Luglio 2019 17:13 | Ultimo aggiornamento: 21 Luglio 2019 17:13
Il servizio di Nemo su Terrapiattisti

Un terrapiattista durante un servizio di Nemo,

ROMA – Con il cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna sono tornati a farsi sentire i complottisti più complottisti di tutti: i terrapiattisti.

Albino Galuppini è il leader dei terrapiattisti italiani e nel giorno del cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna, ritiene non ci sia da festeggiare alcunché, perché a suo dire (e secondo migliaia di altri seguaci della teoria del complotto) su quel satellite l’essere umano non ha mai messo piede.

“Non c’è nessuna prova che siamo andati sulla Luna – dice all’Adnkronos – Le prove le ha fornite la Nasa e non c’è nessuna ‘parte terza’ che abbia verificato il materiale fornito dall’Agenzia spaziale americana. Dal punto di vista tecnico sono innumerevoli i problemi che un’impresa del genere comporterebbe oggi, figuriamoci negli anni ’60. E mi riferisco soprattutto all’affidabilità dei razzi…”.

“Armstrong &Co? Chiaramente gente pagata, militari. E’ come se qualcuno fotografasse la torre degli Asinelli di Bologna e la spacciasse per la torre di Pisa: uno che non può andare a Pisa deve per forza fidarsi. Lo stesso vale per le foto della Nasa…”.

Ma se la Terra è piatta, come sostiene il re dei terrapiattisti italiani, cos’è la Luna? “E’ una luminaria – risponde Galuppini – ed è molto colorata: ci sono foto, non smentite, in cui si vede chiaramente il colore blu. Basta osservarla con un telescopio. Da lontano sembra giallastra, ma è colorata. Perché la Nasa ci mostra sempre le foto della Luna in bianco e nero?”. 

“Secondo Kaysing, è stato Kubrick a girare il finto allunaggio nell’Area 51, zona off limits situata nel deserto del Nevada. Lì – spiega il terrapiattista – hanno costruito la finta narrazione degli alieni, ma in realtà ci sono gli studi dove sono stati costruiti i paesaggi lunari. Kaysing sostiene che quei set siano ancora lì, conservati come una specie di museo. Probabilmente pensavano di utilizzarli per nuove missioni, ma questa è una mia idea…”.

Ma quale motivo si celerebbe dietro una così dispendiosa operazione? Galuppini tira un lungo sospiro: “E’ una bella domanda. Quello che posso dire, è che lo sbarco sulla Luna non poteva avvenire, è stata una colossale messinscena. Una costruzione che è servita a controllare la gente, a far crescere la sua fiducia nella scienza in sostituzione della religione. E’ tutto organizzato dalla massoneria per negare la veridicità della Bibbia e di Gesù”. 

Tutto organizzato dalla massoneria per negare la veridicità della Bibbia e di Gesù. Almeno così dice il terrapiattista. 

Fonte: Adnkronos.