Terrasini, quattro arresti per l’omicidio di Mercurio Nepa: l’anziano fu trovato con mani e piedi legati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Aprile 2020 18:55 | Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2020 19:03
Terrasini, quattro arresti per l'omicidio di Mercurio Nepa: l'anziano fu trovato con mani e piedi legati

Terrasini, quattro arresti per l’omicidio di Mercurio Nepa: l’anziano fu trovato con mani e piedi legati (foto ANSA)

PALERMO – Svolta nelle indagini su un omicidio avvenuto sette mesi fa nel palermitano. I carabinieri hanno arrestato quattro persone – di età compresa tra i 27 e i 35 anni, tutti pregiudicati – accusate dell’uccisione di Mercurio Nepa, detto Mike, un italo americano di 84 anni trovato morto nella sua abitazione di via Venezia a Terrasini lo scorso 9 settembre.

Era stato un conoscente a trovare il corpo privo di vita dell’anziano. Venne trovato cadavere all’interno della propria abitazione, con la porta aperta, l’appartamento a soqquadro e parzialmente immobilizzato con delle legature sul corpo e sulle gambe.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, i quattro si sarebbero introdotti nella casa della vittima da una porta lasciata aperta sul retro della casa per cercare il denaro e i gioielli che l’anziano era solito conservare in casa. All’interno dell’abitazione i Ris di Messina hanno trovato diversi campioni biologici riconducibili ai quattro arrestati.

Chi era Mercurio Nepa

L’84enne in passato era stato denunciato dalla guardia di finanza, con l’accusa di avere concesso prestiti a tassi d’usura e gli erano stati sequestrati pure i beni: nella sua abitazione le fiamme gialle avevano trovato polizze di assicurazione sulla vita, quote di fondi d’investimento e denaro contante per oltre 135 mila euro. Dopo quattro anni dai fatti, era stato assolto e gli era stato restituito il patrimonio sequestrato.

Secondo l’accusa l’uomo, che per decenni aveva vissuto a Detroit, negli Stati Uniti, tra il 2002 e il 2010 avrebbe concesso prestiti per oltre 65 mila euro a privati e commercianti bisognosi, che poi si sarebbe fatto restituire applicando tassi d’interesse compresi tra il 40 ed il 675 per cento annui.

Ma i giudici della quinta sezione penale del Tribunale di Palermo avevano accolto la tesi difensiva dell’avvocato Giovanni Infranca. Le indagini erano scaturite dalla denuncia di una presunta vittima che sosteneva di essere stata costretta a pagare interessi elevatissimi. Durante il processo alcuni testimoni dichiararono che l’uomo “non chiedeva niente solo la restituzione del capitale”. (fonte ANSA)