Terremoti, stop bandi ricerca: sospette opacità assegnazione fondi per 900mila €

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 gennaio 2014 11:22 | Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2014 11:22
Terremoti, stop bandi ricerca: sospette opacità assegnazione fondi per 900mila €

Terremoti, stop bandi ricerca: sospette opacità assegnazione fondi per 900mila €

ROMA – I terremoti continuano a scuotere l’Italia e i bandi per la ricerca sismica emanati dalla Protezione civile e dal ministero dell’Istruzione in collaborazione con l’Ingv, Istituto nazionale geofisica e vulcanologia, sono stati bloccati. Il motivo? Dietro ai fondi per 900mila euro assegnati per lo studio dei sismi vi sarebbero criteri “baronali” e opacità nella selezione dei ricercatori destinati a tracciare una mappa sismica del territorio italiano.

Jacopo Giliberto su Il Sole 24 Ore spiega:

“Perché? Perché Gabrielli e Carrozza avrebbero avuto il sospetto che i bandi siano stati gestiti secondo criteri “baronali” e con modalità opacissime. Tutto da dimostrare, beninteso. Ma nei fatti nelle scorse settimane hanno dovuto fermare tutta la procedura di assegnazione dei finanziamenti pubblici”.

Sono tre i temi su cui la ricerca sismica promossa dalla Protezione civile avrebbe dovuto concentrarsi, spiega il Sole 24 Ore:

“Uno è sul “miglioramento delle conoscenze per la definizione del potenziale sismogenetico”, cioè come definire il potenziale di nascita di un terremoto, per circa 400mila euro. Un secondo tema di ricerca è sulla pericolosità, argomento fondamentale, pari a circa 360mila euro. La terza linea di ricerca riguarda la “previsione a breve termine e preparazione dei terremoti”, cioè la possibilità di intuire qualche vaga anticipazione delle catastrofi future, con un valore di oltre 130mila euro”.

Ma alcune opacità hanno posto dubbi sulle selezioni dei ricercatori a cui erano destinati, una di queste la mancanza di un titolo per due bandi su tre:

“se solamente chi ha emanato il bando sa qual è il titolo, ha estrema discrezionalità nello scegliere le ricerche cui destinare fondi. Per esempio, alcuni bandi sono stati pubblicati subito prima della loro scadenza: avrebbe potuto parteciparvi solamente chi ne avesse avuto in anticipo le bozze. E tanti altri dettagli che avrebbero potuto dividere i ricercatori in due categorie: i futuri vincitori, e tutti gli altri. Probabilmente la sequenza che ha costretto a sospendere queste ricerca è effetto di approssimazioni, di errori, di superficialità. Probabilmente. Ma certamente è un altro indizio del degrado da cui cercano di uscire i ricercatori.”