Terremoto Abruzzo/ Ci vuole un miliardo di euro, stangata in arrivo?

Pubblicato il 9 Aprile 2009 8:42 | Ultimo aggiornamento: 9 Aprile 2009 14:22

Ci vuole un miliardo di euro per la ricostruzione dell’Abruzzo. Il Governo dovrebbe varare oggi le misure fiscali per trovare il denaro. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti sarebbe orientato a cercare i fondi nelle pieghe dell’immenso bilancio statale. Intorno a lui però circolano voci su tre ipotesi: la classica stangata, una tantum, politicamente odiosa ma inevitabile per gli adorabili esperti fiscali; una addizionale Irpef, di quelle che continui a pagare poi per anni, senza più ricordare perché; una nuova versione dello scudo fiscale per il rientro dei capitali all’estero.

Intanto, in Abruzzo, nuove scosse ci sono state nella notte. Il martirio continua su un corpo ormai sfinito. Sono stati recuperati altri corpi, il bilancio ufficiale è salito a 279 , 16 sono bambini, 1179 i feriti. È probabile che il conto dei morti debba salire ancora. Infatti ci sono ancora da 20 a 30 persone che la protezione civile considera dispersi, ma che con il passare delle ore hanno sempre minori probabilità di essere trovate vive.

Terremoto che non finisce mai di finire: nuove scosse e preoccupante spostamento dello “sciame”, se solo di sciame si tratta, a nord. Una spiegazione scientifica di ciò che sta succedendo in realtà non c’è. C’è invece la paura di un vero e proprio bis in altre zone.

Il consiglio dei ministri, alla sua prima riunione operativa sul dopo terremoto, ha deciso di alleviare le condizioni minime di vita delle popolazioni colpite concedendo un rinvio dei termini per i pagamenti dei mutui e delle bollette. Mobilitati inoltre 700 militari in funzione anti sciacalli. Contro questa piaga in atto una vigilanza spontanea anche da parte delle popolazioni.

D’altra parte il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ha detto, quasi con sollievo: «Pensavamo che le vittime potessero essere mille»

Per l’Abruzzo non c’è pace: mercoledì si è aperto con una raffica di scosse alle 5  e alle 6.27 e si è chiuso un una nuova scossa, alle 19,58, magnitudo 3,2 della scala Richter.

Per i 25 mila sfollati le 2.962 tende non sono sufficienti e la gente cerca riparo negli alberghi, presi letteralmente d’assalto da chi è rimasto senza casa. Le notti trascorse dagli sfollati sono dei veri e propri calvari a causa anche del freddo che sta colpendo la zona abruzzese.