Gli angeli del Parmigiano: scesi dalle Alpi per salvare le “forme terremotate”

Pubblicato il 13 Giugno 2012 13:21 | Ultimo aggiornamento: 13 Giugno 2012 13:25

ROLO (REGGIO EMILIA) – Li hanno chiamati “gli angeli del Parmigiano” e si stanno dando da fare per recuperare le forme di Parmigiano “terremotato”: volontari dei vigili del fuoco e alpini sono scesi dal Trentino per salvare il formaggio dal rischio muffa. E’ come intervenire in una frana, raccontano, “solo che qui a creare pericolo non sono sassi e fango ma 40 chilogrammi di formaggio” che rischia di venir giù da un momento all’altro.

La tecnica è la medesima: imbracati e calati dall’alto grazie all’aiuto di un sollevatore telescopico hanno già messo in sicurezza il 30 percento delle forme. E si sono inventati pure un sistema di allarme per le improvvise scosse: un ragazzo che ha una trombetta da stadio in mano, guarda fisso le scalere, gli scaffali dove il parmigiano riposa durante la stagionatura. Appena vede che vibrano o si muovono suona la tromba e tutti scappano via.

Ma l’ingegno non è mai troppo e per togliere le forme dalle scalere collassate le une sulle altre hanno revisionato una macchina  per spostare i tronchi di pini e abeti: un artigiano ha aggiunto alle ganasce due mezzelune che abbracciano e stringono la forma consentendone lo spostamento.

I vigili trentini sono un centinaio e lavorano alla Cooperativa Le Tullie di Rolo, al caseificio Venera Vecchia di Gonzaga e il Tricolore di Reggio Emilia. Grazie a loro i caseifici continuano a funzionare e ha lavorare 80 forme al giorno. “Poi le portiamo in un magazzino che abbiamo affittato a Parma, con alti costi sia per l’affitto che per i trasporti”, racconta il casaro di Rolo Valerio Gatti.

Per l’agricoltura emiliana il terremoto è stato devastante: oltre 200 milioni i danni stimati per il comparto Parmigiano e Grana, 13 i principali magazzini lesionali e ben 8 mila i posti di lavoro a rischio.