L’Aquila, “Da Grandi Rischi valutazioni superficiali, potevano salvare vite”

Pubblicato il 18 Gennaio 2013 15:00 | Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio 2013 15:09
Terremoto, "Da Grandi Rischi valutazioni superficiali, potevano salvare vite"

Terremoto, “Da Grandi Rischi valutazioni superficiali, potevano salvare vite”

L’AQUILA – Terremoto L’Aquila, quelle della commissione Grandi Rischi sono state affermazioni “assolutamente approssimative, generiche e inefficaci in relazione ai doveri di previsione e prevenzione” e invece “si potevano salvare delle vite”. Lo afferma il giudice del tribunale dell’Aquila Marco Billi nelle motivazioni della sentenza che nell’ottobre scorso ha condannato i componenti della Commissione Grandi Rischi in relazione al sisma del 2009.

Nel documento di 940 pagine, depositato due giorni prima del termine previsto, si legge: ”La contestazione agli imputati appare pienamente fondata: le affermazioni riferite alla valutazione dei rischi connessi all’attività sismica sul territorio aquilano sono risultate assolutamente approssimative, generiche e inefficaci”. Ai 7 componenti della Grandi Rischi che si riunì all’Aquila pochi giorni prima del 6 aprile 2009 è stata inflitta una condanna a 6 anni per omicidio colposo e lesioni colpose.

Mancata analisi del rischio e risultanze rassicuratorie sono emerse dalla riunione della Commissione Grandi Rischi, che hanno indotto gli aquilani a restare in casa mentre, con una condotta più prudente, si sarebbero potute salvare alcune vite. Cosi’ le motivazioni della sentenza di condanna della Cgr confermano la tesi accusatoria.

La ”migliore indicazione” sulle rassicurazioni della commissione Grandi Rischi, si legge nelle motivazioni della sentenza, ”si ricava dalla lettura della frase finale della bozza del verbale della riunione, laddove l’assessore alla Protezione civile regionale Daniela Stati, in modo emblematico, dice: ”Grazie per queste vostre affermazioni che mi permettono di andare a rassicurare la popolazione attraverso i media che incontreremo in conferenza stampa”.

Billi sottolinea, nel documento di oltre 900 pagine, che ”la rassicurazione non costituisce un segmento della condotta che il pm contesta agli imputati, ma costituisce in realta’ l’effetto prodotto dalla condotta contestata”.   Le affermazioni emerse nel corso della riunione della Commissione sui temi ”della prevedibilità dei terremoti, dei precursori sismici, dell’evoluzione dello sciame in corso, della normalità del fenomeno, dello scarico di energia indotto dallo sciame sismico quale situazione favorevole, che costituiscono il corpo principale del capo di imputazione” hanno una ”indubbia valenza rassicurante”.

La riunione della commissione Grandi rischi fu una ”operazione mediatica” tesa a ”tranquillizzare” la popolazione, come disse l’allora capo della protezione civile nazionale, Guido Bertolaso.    Billi scrive che ”in questo specifico contesto, dunque, la popolazione aveva urgente necessita’ di decodificare, normalizzare, convenzionalizzare, spiegare ed interpretare il fenomeno in corso e la riunione della Commissione Grandi Rischi venne convocata a L’Aquila proprio a tali fini”.