L’Aquila: manifestarono dopo il terremoto, indagati Cialente e Pezzopane

Pubblicato il 25 ottobre 2011 0:33 | Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2011 0:33

L’AQUILA – La ex presidente della provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, e il sindaco Massimo Cialente sono indagati, insieme ad altre tredici persone, per un corteo con 4mila persone nel 2010. L’accusa è interruzione di pubblico ufficio.

Nel giugno 2010 avevano occupato, insieme a circa 4mila manifestanti, il tratto autostradale lungo 800 metri tra i caselli Aquila Est-Tornimparte, per circa due ore, durante una manifestazione di protesta per sollecitare il Governo a sospendere il pagamento delle tasse e chiedere sostegno all’economia dell’Aquila.

“Manifestare per la ricostruzione dell’Aquila, per la sospensione delle tasse, per la Zona Franca è un dovere e sono orgogliosa di essere stata lì, tra la mia gente. Mentre politici e rappresentanti istituzionali subiscono processi per ben altri reati, in questo caso la denuncia equivale per me ad una medaglia d’oro”, dice Stefania Pezzopane.

“Ho ricevuto decine di messaggi e di telefonate di aquilani pronti ad autodenunciarsi. Il 16 giugno del 2010 eravamo migliaia a manifestare uniti per lo stesso motivo – racconta – C’era il Comune dell’Aquila, c’erano decine di altri sindaci e amministratori e c’erano anche tanti cittadini, che hanno lottato e stanno lottando per la loro città. Erano decine i gonfaloni dei Comuni. Lottavamo cercando l’attenzione del governo, del Commissario Chiodi e dei mezzi d’informazione, che in gran parte occultavano, e molti occultano ancora, la tragedia aquilana”.

Il sindaco Cialente definisce l’indagine “imprecisa e parziale”. E fa notare come “la questura e la magistratura più che una decimazione hanno fatto una “centesimizzazione” visto che su oltre 4mila persone che partecipavano alla manifestazione solo 15 sono state indagate, pur avendo a disposizione centinaia di filmati e di immagini e – sottolinea – guarda caso solo esponenti del centrosinistra”.