Terremoto Campania e Molise, altre 130 deboli scosse

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 dicembre 2013 15:05 | Ultimo aggiornamento: 30 dicembre 2013 15:06
Terremoto Campania e Molise, altre 130 deboli scosse

Terremoto Campania e Molise, altre 130 deboli scosse

ROMA – Altre 130 scosse hanno fatto tremare la terra tra Campania e Molise, tutte di bassa intensità.  “Di queste, 96 sono avvenute nella giornata di domenica, 34 lunedì mattina. Solo sette sono state di magnitudo superiore a 3”, ha detto il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Superiore di Geofisica e Vulcanologia (Ingv)

“La situazione è sotto controllo” ha assicurato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, al termine di un collegamento con le direzioni regionali dei vigili del fuoco a cui ha preso parte anche il capo dipartimento del corpo, il prefetto Di Pace.

Sia la scossa principale sia le repliche sono avvenute lungo una faglia che si estende per circa 10 chilometri da Nord-Ovest e Sud-Est, parallelamente all’Appennino. “La faglia che si è rotta con la scossa principale potrebbe essere più piccola, con un’estensione di cinque o sei chilometri – osserva Amato – ed è normale che le repliche interessino una zona più ampia”.

In Campania molti hanno passato la notte in strada e hanno dormito in auto, soprattutto gli abitanti delle cittadine più prossime all’epicentro: Castello del Matese, Gioia Sannitica, Piedimonte Matese, San Gregorio Matese, San Potito Sannitico e Cusano Mutri.

Andranno avanti per tutto il giorno nei comuni epicentro del sisma i sopralluoghi tecnici negli uffici pubblici e nelle abitazioni per fare la conta dei danni dopo il sisma che ieri ha gettato nel panico una vasta area compresa tra la Campania e il Molise.

A Piedimonte Matese, uno dei comuni più colpiti, i vigili del fuoco stanno verificando tutte le strutture in cui maggiori sono i danni segnalati. A preoccupare è in particolare la chiesa seicentesca Ave Gratia Plena, un piccolo gioiello d’arte con al suo interno tele del ‘500. Il parroco, don Emilio, ha ricevuto la visita del sovrintendente ai Beni monumentali di Caserta e Benevento Paola Raffaella David. La chiesa, che è stata dichiarata inagibile, ha riportato seri danni alla navata con lesioni profonde nei muri e mostra sul pavimento, cosparso di calcinacci, i segni del cedimento di alcuni stucchi.

“Stavo celebrando la Messa per le famiglie – racconta don Emilio – e la chiesa era gremita. Al ‘Signore pietà’ ho sentito un boato enorme e ho avuto paura che cadesse il soffitto. Ho visto una marea di gente uscire dalla chiesa ed è stato un miracolo che nessuno sia stato colpito dai calcinacci”.

Ora la preoccupazione di don Emilio è che i tempi relativi alla riapertura della chiesa non siano troppo lunghi e per questo ha chiesto l’impegno del sovrintendente. La piazza principale del paese, intanto, continua ad essere meta dei cittadini che si recano al punto allestito dai Vigili del fuoco per raccogliere segnalazioni su eventuali danni alle case. Tra la popolazione permane forte la paura per nuove scosse e in tanti hanno lasciato il paese trovando riparo da parenti che risiedono fuori regione.

A Napoli nessun danno anche se il terrore di rivivere quel tragico 23 novembre 1980 ha portato molte persone, compreso i turisti ospiti negli alberghi, a scendere in strada. In molti, inoltre, hanno pensato a un’attività sismica legata all’attività del Vesuvio.

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