Terremoto Campania e Molise? Colpa della faglia del Lago del Matese

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 gennaio 2014 1:17 | Ultimo aggiornamento: 8 gennaio 2014 1:17

terremoto-sismografoROMA – Potrebbe essere stata la faglia del Lago del Matese ad avere generato il terremoto del 29 dicembre 2013 di magnitudo 4.9 avvenuto tra le province di Caserta e Benevento, secondo i geologi del dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse (Distar) dell’università Federico II di Napoli.

Tale faglia, ritenuta dormiente da circa duemila anni, potrebbe essere coinvolta nel sisma sia perché ”è prossima all’ipocentro del terremoto sia perché ha caratteristiche (come immersione e inclinazione) compatibili con la geometria profonda ricostruita in base ai dati sismologici e la profondità del terremoto” ha osservato Alessandra Ascione che da anni studia l’area con Luigi Ferranti e Stefano Mazzoli, tutti del Distar e che stanno lavorando all’individuazione della faglia coinvolta.

Considerando profondità e magnitudo registrate, i ricercatori ipotizzano, con i dati finora a disposizione, che una sezione profonda circa 10 chilometri e di lunghezza limitata (di qualche chilometro) di un segmento della faglia del Lago del Matese si sia attivata generando il terremoto.

L’area del Matese, spiegano, è caratterizzata dalla presenza di un sistema di faglie attive che include più strutture orientate a nord ovest e sud est. Alcune di esse sono considerate responsabili di forti terremoti storici, avvenuti nel 1349, nel 1456, nel 1688 e ancora nel 1805.

Una delle strutture è la faglia del Lago Matese che attraversa la parte centrale del massiccio montuoso e che è stata individuata in passato dai ricercatori del Distar. Sebbene finora le indagini non documentino eventi di attivazione in epoca storica (ultimi duemila anni) gli esperti ritengono probabile che la faglia sia l’espressione superficiale della struttura profonda attivatasi con il terremoto del 29 dicembre.

Inoltre, per i ricercatori, anche se è impossibile fare previsioni, l’evento del 29 dicembre, benché di energia relativamente limitata, è ”da considerare con attenzione, in termini di pericolosità sismica, perché l’area dell’epicentro ricade a cavallo dei due forti terremoti, del 1349 e 1688”.