Terremoto in Emilia, Gabrielli: “Burocrazia snella per avere soldi in fretta”

Pubblicato il 1 Giugno 2012 8:55 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2012 9:28

ROMA – La delocalizzazione e’ ”un rischio reale. Stare fermi e perdere mercato puo’ essere mortale per le aziende”, e per questo ”il nostro compito e’ una burocrazia snella per garantire subito la ripresa”. A dirlo, in un’intervista all’Unita’, il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli che evidenzia una seconda necessita’ ai fini della ripartenza: i soldi.

”Il governo ha deciso un intervento triennale. Per il 2012 arriveranno 500 milioni e sono soldi pressoche’ certi”, afferma Gabrielli. Le emergenze, spiega, sono quattro: ”i danni alle strutture produttive, il settore che ha piu’ urgenza; strutture pubbliche, ad esempio scuole; edilizia privata e beni culturali. I primi 500 milioni saranno impiegati secondo questo schema”.

In merito alle critiche ricevute, ”poiche’ questo dramma e’ anche il primo banco di prova del nuovo assetto della Protezione civile, non escludo che ci sia stato un malinteso senso di abbandono che il governo ha percepito e sta risolvendo”, dichiara il prefetto.

Quanto al decreto legge 59, ”alcuni aspetti sono molto positivi. Rispetto alla legge 10 che dal 26 febbraio 2011 aveva svuotato del tutto il ruolo della Protezione civile, adesso sono definiti bene i ruoli”, osserva Gabrielli. Tuttavia ”il decreto presenta alcune criticita’ dovute a rigidita”’.

”Il decreto Emilia – prosegue – sara’ il paradigma per declinare la nuova Protezione civile. Dovra’ definire e potenziare i compiti del Dipartimento e tratteggiare le procedure perche’ il territorio diventi artefice del suo futuro”.