Terremoto Emilia, Catricalà: “15 morti, 200 feriti. 4 giugno lutto nazionale”

Pubblicato il 29 Maggio 2012 16:52 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2012 18:06

ROMA, 29 MAG – E’ di ”almeno” 15 morti, sette dispersi e duecento feriti il bilancio delle scosse che hanno colpito oggi l’Emilia. Lo ha detto il sottosegretario Antonio Catricalà, in un’informativa al Senato.

“Il sisma di oggi ha provocato ottomila sfollati che si aggiungono ai seimila della scossa dello scorso 20 maggio”. Il Governo intende dichiarare il prossimo 4 giugno giornata di lutto nazionale per il sisma che ha colpito l’Emilia.

Due delle vittime, ha spiegato Catricalà, ”sono decedute per cause non connesse direttamente all’evento”. I morti si sono registrati: tre a Mirandola, tre a San Felice sul Panaro, una a Concordia, una a Finale Emilia, una a Cento, una a Novi di Modena, una a Medolla e quattro a Cavezzo. Quanto ai dispersi, se ne registrano uno a Mirandola, tre a Medolla e tre a Cavezzo.

Il sottosegretario ha poi precisato: “Oggi ci sono state numerose scosse in Emilia, sette di magnitudo superiore a 4 e due superiore a 5, approssimativamente con gli stessi epicentri e profondita’ del sisma dello scorso 20 maggio. Come dopo ogni forte terremoto, era attesa un’intensa attivita sismica, ma la magnitudo di oggi appare piu’ alta al punto da ipotizzare che si tratti di un nuovo evento piuttosto che di scosse di assestamento.

Nei soccorsi, ha spiegato il sottosegretario, sono impegnati 3.698 uomini e 758 mezzi, piu’ sette moduli di aiuto, per 1.250 posti letto aggiuntivi. Ulteriori 360 posti letto sono stati recuperati con sei carrozze delle ferrovie dello Stato. Per l’eventuale ulteriore fabbisogno di posti si ricorrera’ alle strutture alberghiere.

E’ in corso una riunione con il ministero dell’Economia per la preparazione di provvedimento d’urgenza che sara’ esaminato domani mattina in Consiglio dei ministri. E ha aggiunto: “Il Governo e’ impegnato a sostenere la popolazione colpita sia nella fase di emergenza che nella ripresa delle attivita’ economiche”.

Il meccanismo comunitario di Protezione civile e l’Undac (United Nations Disaster Assessment and Coordination) hanno espresso la propria disponibilità ad inviare squadre di ricerca e soccorso e offerte sono pervenute da Francia, Grecia, Ungheria e Svizzera, ma al momento non sono previste richieste di aiuto internazionali.