Terremoto Friuli 1976, cerca una bimba conosciuta in ospedale: “Aveva perso tutti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Maggio 2019 14:02 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2019 14:02
Terremoto Friuli 1976, cerca una bimba conosciuta in ospedale: "Aveva perso tutti" (foto Ansa)

Terremoto Friuli 1976, cerca una bimba conosciuta in ospedale: “Aveva perso tutti” (foto Ansa)

ROMA – “Ogni volta che sento la parola terremoto penso a quella bimba di 6 anni ricoverata nel mio stesso stanzone in ospedale a Udine. Aveva perso tutti sotto le macerie; le regalai il mio succo di frutta e i miei palloncini. Vorrei ritrovarla e abbracciarla”. Barbara Beltrame all’epoca del sisma del 6 maggio 1976 in Friuli aveva 4 anni. Ieri, a distanza di 43 anni dalla scossa, ha affidato il suo personale ricordo del terremoto alla propria pagina Facebook con un post che è diventato in poco tempo virale.

Post che in poco tempo è rimbalzato su diversi gruppi e pagine dedicate al Friuli e ai suoi paesi.

Il post di Barbara Beltrame non è solo un appello ma è anche una fotografia di quei giorni:

“Aveva il viso blu di lividi, gli occhi gonfi e tumefatti ed una infinità di graffi ovunque; saltava da un letto all’altro in preda al panico ed alla paura gridando: ‘Voglio andare a cjasa!’. Aveva perso tutti sotto le macerie. Avevo 4 anni, non capivo tutto quel trambusto, ma quella bimba mi faceva pena, così tanta pena che decisi di regalarle la mia bottiglia di succo di frutta ed il sacchetto di palloncini gonfiabili che mi avevano appena portato; lei mi guardò, abbozzò un sorriso, strinse il sacchetto al petto, smise di saltare, si stese sul letto e si addormentò”.

“All’epoca abitavo con la mia famiglia a Vercelli – racconta ancora Barbara Beltrame – ma venivo spesso in Friuli dai nonni. Ero ricoverata in ospedale in quei giorni. Il 7 maggio, dopo la scossa, mi dimisero perché avevano bisogno di letti. Non rividi più quella bambina, non conoscono neppure il suo nome ma non ho mai smesso di pensare a lei”.

In questi anni Barbara Beltrame ha condiviso il suo ricordo con la mamma.

“Per me fu istintivo regalare il mio succo a quella bimba. Mia mamma che era venuta a prendermi parlò con i medici per chiedere se glielo si poteva dare. Furono loro a dirle che aveva perso tutti sotto le macerie. Ma non sa nemmeno lei come si chiamasse – ricorda ancora -. Ho sempre avuto questo desiderio di ritrovare questa bambina, ma non sapevo come fare. Non mi immaginavo che avrebbe avuto tutto questo riscontro su Facebook. Se dovessi incontrarla non so cosa le direi. Innanzitutto l’abbraccerei – conclude -. Spero solo che la vita le abbia sorriso che di lacrime ne ha già versate troppe. Le auguro tutto il bene del mondo”. Fonte: Ansa.