Terremoto L’Aquila: Stato chiede assoluzione esperti al processo d’Appello

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Ottobre 2014 9:35 | Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre 2014 9:35
Terremoto L'Aquila: Stato chiede assoluzione esperti al processo d'Appello

Terremoto L’Aquila: Stato chiede assoluzione esperti al processo d’Appello

ROMA – Terremoto L’Aquila: Stato chiede assoluzione esperti al processo d’Appello. Nel processo di primo grado gli esperti della Commissione Rischi (tutti scienziati ed ex vertici della Protezione Civile) sono stati condannati con l’accusa di aver minimizzato i rischi delle scosse inviando alla popolazione false rassicurazioni agli aquilani, sottovalutando il rischio sismico e innescando nella gente il cambio delle normali abitudini, come uscire di casa dopo scosse forti. Al centro dell’inchiesta c’era la famosa riunione della Commissione del 31 marzo 2009, cinque giorni prima del disastroso sisma.

Mentre il pg Romolo Como insiste sulla conferma della sentenza (“Non è un processo alla scienza”), l’avvocatura dello Stato ha chiesto invece alla Corte di assolvere gli esperti scientifici. “C’è stato un corto circuito mediatico”, ha detto l’avvocato dello Stato Massimo Giannuzzi, accusando il sistema dei media che, anticipando le conclusioni della riunione ha fornito al pubblico rassicurazioni rivelatesi infondate. Secondo l’avvocato Franco Coppi (già difensore di Andreotti e  Berlusconi), che chiede l’assoluzione del suo assistito Selvaggi, “non esiste una frase di Selvaggi», ha detto, “ritenuta rassicurante. Se qualcuno ha anticipato, prima della riunione, i contenuti della stessa, non può essere contestato al mio assistito”.

Il difensore di Claudio Eva, Alessandra Stefano, scarica ogni responsabilità sull’allora capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, sarebbe stato lui cioè ad aver orientato gli esiti di quella riunione del 31 marzo 2009, nel senso appunto di una rassicurazione mediatica cui gli scienziati erano estranei. La Stefano, durante l’udienza, ha anche suscitato l’indignazione dei parenti delle vittime (costituite in parte civile), quando si è riferita ad una perizia psichiatrica secondo cui le testimonianze dei familiari delle vittime non sarebbero attendibili.

I condannati in primo grado a 6 anni per omicidio colposo e lesioni personali colpose sono Franco Barberi, all’epoca presidente vicario della Commissione Grandi rischi, De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione civile, Boschi, all’epoca presidente dell’Ingv, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.a.s.e., Claudio Eva, ordinario di Fisica all’Università di Genova, e Mauro Dolce, direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile.