Terremoto Marche, il 6 aprile Ingv scriveva: “Possibile incremento di sismicità”

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 aprile 2018 8:54 | Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2018 8:54
Terremoto Marche, il 6 aprile Ingv scriveva: "Possibile incremento di sismicità"

Terremoto Marche, il 6 aprile Ingv scriveva: “Possibile incremento di sismicità”

ROMA – Il terremoto di magnitudo 4.6 registrato a Muccia (Macerata) il 10 aprile fa parte della sequenza seguita alla scossa del 24 agosto del 2016 e si inserisce in una serie di scosse che già alcuni giorni fa aveva portato l‘Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia a scrivere di un “incremento di sismicità”.

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Il 6 aprile l’Ingv scriveva: “In questi ultimi 30 giorni la zona a sud di Camerino, in provincia di Macerata, è stata interessata da un incremento di sismicità con terremoti che hanno raggiunto valori di magnitudo (Mw) pari a 4.0 il 4 aprile alle ore 4.19 italiane. Terremoti di magnitudo superiore a 2.0 dal 24 agosto 2016 al 6 aprile 2018 (ore 15)”.

Questi eventi, spiegava sempre l‘Ingv, “rientrano nella sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con l’evento di magnitudo Mw 6.0,  avvenuto nei pressi di Amatrice e Accumoli (Rieti) e culminato con l’evento sismico del 30 ottobre 2016 di magnitudo Mw 6.5″. La sequenza, spiegavano gli esperti,  “si è gradualmente sviluppata, interessando un’ampia fascia dell’Appennino centrale, un’area di 1200 km2, estesa per circa 80 km in direzione NNW-SSE e larga circa 15-20 km, dalla provincia di Macerata, nelle Marche, alla provincia dell’Aquila, in Abruzzo”.

Tutta la zona interessata da questi terremoti si era attivata tra il 26 e il 30 ottobre 2016, “quando sono avvenuti alcuni dei più forti eventi sismici della sequenza: quelli del 26 ottobre di magnitudo Mw 5.4 e magnitudo Mw 5.9 e quello di magnitudo Mw 6.5 del 30 ottobre 2016”.

L’Istituto di geofisica e vulcanologia ricorda che la sequenza del terremoto dell’Aquila del 2009 durò tre anni, per questo ci si possono aspettare ancora scosse in Centro Italia.