Terremoto nelle Marche: scossa di magnitudo 3 tra Muccia, Valfornace e Monte Cavallo

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 marzo 2018 19:45 | Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2018 19:45
Terremoto nelle Marche domenica 25 marzo tra Muccia e Valfornace

(Foto d’archivio)

PIEVE TORINA (MACERATA) – Terremoto nelle Marche: la terra è tornata a tremare in Centro Italia con una scossa di magnitudo 3 della scala Richter alle 5:33 di domenica 25 marzo, registrata a 2 chilometri da Pieve Torina (Macerata), ad una profondità di 9 chilometri.

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Muccia, Valfornace (nato dalla fusione di Pievebovigliana e Fiordimonte), Serravalle di Chienti e Monte Cavallo i Comuni più vicini, dove la scossa è stata nettamente avvertita. “Un accidenti, se l’abbiamo sentita!” raccontano a Pieve Torina; l’epicentro individuato dall’Ingv a 2 chilometri da qui – spiega il sindaco Alessandro Gentilucci – è proprio sotto la zona delle Sae”, la ‘nuova Pieve Torina’ distante dal centro storico.

In questa zona del cratere, così come nella parte ascolana, dovrebbero esserci abituati. Nella notte tra l’8 e il 9 marzo scorso c’è stata una scossa di magnitudo 3.5 con epicentro a Muccia, preceduta e seguita da scosse più lievi e poi da un vero e proprio sciame sismico.

“E’ un fenomeno che va avanti da tempo”, osserva Gentilucci. “Si dice che con il terremoto si impara a conviverci – aggiunge -. Ma ogni volta che la terra trema, abbiamo paura, tornano ricordi drammatici e ognuno reagisce a modo suo”.

Domenica mattina all’alba qualcuno è uscito in strada, lasciando la propria casetta (Soluzione abitative d’emergenza), che, anche se antisismica, non è bastata a dare sicurezza. Per il sindaco “c’è una condizione di instabilità generale e personale” e in questa situazione, con le scosse che si ripetono con un certa regolarità, “il terremoto sembra senza fine”.

La notte tra sabato e domenica la terra ha tremato anche nella provincia di Pistoia e sul Monte Epomeo, a Ischia. Ma è improbabile che i fenomeni sismici siano collegati.

Intanto a Pieve Torina, dove la consegna delle casette è stata completata a gennaio, sono alle prese con la ricostruzione delle case comunali, “abbiamo consegnato le prime pratiche, ma la gente ha paura di tornare”.

Le nuove scosse di terremoto nelle Marche e sull’Appennino, lamenta Coldiretti in una nota, “colpiscono alla vigilia della festività di Pasqua le zone del sisma dove molte aziende agrituristiche hanno riaperto, nonostante le difficoltà, con una stima di aumento del 10% delle presenze turistiche rispetto allo scorso anno”.

Nei 131 Comuni del cratere operano 444 agriturismo dei quali 42 in Abruzzo, 40 nel Lazio, 247 nelle Marche e 115 in Umbria. E le zone terremotate guardano con una certa apprensione a Roma. Il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, auspica che il tema terremoto “resti prioritario anche per il Governo che verrà. Il fatto che nei discorsi dei neo-presidenti di Camera e Senato non si sia fatta menzione un po’ ci preoccupa”. Il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, aveva detto qualcosa di simile qualche giorno fa, esprimendo preoccupazione per i finanziamenti per la ricostruzione.

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