Terremoto Mirandola, aziende biomedicali: “Riapriamo senza aspettare il governo”

Pubblicato il 8 Giugno 2012 13:28 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2012 13:37

MIRANDOLA (MODENA) – ''Stiamo ripartendo. Non siamo stati ad aspettare le leggi. Senno' eravamo 'morti'''. Lo racconta all'ANSA Maria Gorni, presidente del Consobiomed, consorzio di una trentina di piccole e medie aziende del biomedicale di Mirandola, il distretto travolto dal terremoto e citato ieri dal presidente Napolitano come l'eccellenza che l'Italia non si puo' permettere di perdere.

Gorni non ha dubbi: ''dei nostri associati non e' stato fermo nessuno, non abbiamo aspettato i vigili del fuoco. Gli imprenditori sono entrati di notte per portare via quello che si poteva salvare. Io l'ho fatto a mio rischio, con la mia famiglia. Non ho fatto venire nessun dipendente. Ci mancherebbe''.

Gorni guida l'unico raggruppamento di un distretto che vede pero' operare anche multinazionali e altre imprese che non fanno parte del consorzio. Vede del terremoto l'enorme parte negativa: ''la distruzione, le vittime, e anche il fatto che si', delle aziende da qui se ne andranno''.

Ma anche una positiva: ''mai in Italia si era parlato del biomedicale mirandolese. Ora ci si e' accorti che esiste un'eccellenza. Qualcuno se ne andra', ma grazie a questo qualcuno altro potrebbe arrivare''. Lo si deve anche alla visita di Napolitano? ''Ogni cosa e' importante, l'ho trovata giusta. E' quel che doveva fare. Ma le dico una cosa: io ieri non sapevo nemmeno se venisse a Mirandola… Dovevo lavorare''.