Cronaca Italia

Terremoto, processate la Protezione Civile

da: La Repubblica

Non fu solo il sisma ad uccidere 308 persone la notte del terremoto dell’ Aquila. C’ è anche un altro colpevole. Un colpevole che adesso deve essere processato per «omicidio colposo plurimo»: la Protezione Civile. E’ quanto sostiene la Procura della Repubblica dell’ Aquila che – da pochi giorni – ha depositato presso gli uffici del gup del capoluogo abruzzese la richiesta di rinvio a giudizio per i vertici del dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri e per alcuni tra i più importanti sismologi italiani. Il documento porta la firma del procuratore capo Alfredo Rossini e del pubblico ministero Fabio Picuti. A rischiare il processo sono il vice capo della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis, altri due alti funzionari del dipartimento (Mauro Dolce e Gian Michele Calvi), Franco Barberi (ex ministro ed ora presidente vicario della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile), Enzo Boschi presidente dell’ Ingv (l’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), Giulio Selvaggi (direttore del Centro nazionale terremoti dell’ Ingv) e Claudio Eva (sismologo e consulente dell’ Ingv). Il terremoto, sostengono i magistrati – dopo dieci mesi di indagine con decine di perizie, un centinaio di interrogatori, acquisizioni di una mole consistente di documenti e ricerche scientifiche- fu una «strage annunciata», una tragedia che si poteva ridurre nelle dimensioni, se i vertici della Protezione Civile non avessero agito con «negligenza, imprudenza e imperizia» e con «valutazioni approssimative». Fu il mancato rispetto dei «doveri di previsione e prevenzione» e la «diffusione di informazioni incomplete, imprecise e contraddittorie» a causare così tanti morti. Per questo la Procura ha chiesto il processo per questi sette, tutti componenti della «Commissione Grandi Rischi» (organo tecnico scientifico della Protezione Civile) che il 31 marzo, dopo quattro mesi di forti scosse avvertite dalla…

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