Terremoto in Puglia dopo tre secoli. INGV: “Non possiamo escluderne altri”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Maggio 2019 16:37 | Ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2019 16:37
Terremoto in Puglia

Terremoto in Puglia dopo tre secoli. INGV: “Non possiamo escluderne altri”

ROMA – Dopo tre secoli ha tremato la terra in Puglia. Martedì 21 maggio, nella provincia Barletta-Andria-Trani, si è registrato un terremoto di magnitudo 3.7 rilevato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Poche ore prima c’era stata un’altra scossa di magnitudo 3.3 al largo della costa marchigiana.

“L’ultimo terremoto simile, anzi più intenso, di 4.9 di magnitudo stimata, avvenne il 21 settembre 1698. L’11 maggio 1560 ci fu un sisma stimato di magnitudo 5.7 tra Bisceglie e Trani. Le zone circostanti, in Capitanata e nel Gargano, sono aree a elevata sismicità. Inoltre le vicine isole Tremiti sono chiamate così proprio a causa dei frequenti tremori sismici”, spiega a La Stampa Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv e professore di geodinamica all’ Università La Sapienza di Roma. Barletta però nella mappa nazionale della pericolosità sismica è in terza categoria (pericolosità media) ma questo “non significa che non si possano verificare terremoti importanti, ma solo che sono molto più rari. Una cosa è sicura: dove c’è stato un terremoto, prima o poi ce ne sarà un altro. In una zona a bassa sismicità passerà più tempo prima che si verifichi una scossa di entità paragonabile rispetto a un’area a sismicità maggiore”.

In ogni caso “l’Ingv continua il monitoraggio. Però questi piccoli terremoti sono importanti perché ci ricordano che viviamo in un territorio molto fragile e ad alta sismicità. Ci spronano ad aumentare le ricerche e a capire che la cosa più importante quando si parla di terremoti sono la preparazione e la prevenzione”.