Terremoto 2016. Ricostruzione langue, Corte dei Conti indaga. E i 34 mln in sms solidali?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Settembre 2019 13:32 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2019 13:32
Terremoto Centro Italia, che fine ha fatto la ricostruzione?

Tendopoli allestita dalla protezione Civile ad Accumuli (Ansa)

ROMA – A tre anni dal terremoto a Norcia la terra continua a tremare (scosse lievi, per fortuna, a parte la notte tra sabato e domenica). A tre anni dal terremoto del Centro Italia la ricostruzione langue, tanto è vero che la procura regionale umbra della Corte dei Conti ha aperto un’indagine, con oggetto proprio la ricostruzione post terremoto del 2016. 

34 mln sms solidali: 94 progetti, 8 fatti

E a tre anni dalla grande prova di generosità degli italiani che in poco tempo costituirono una riserva di aiuti economici grazie agli sms solidali, una dote benefica da 34 milioni e mezzo di euro: dei 94 progetti approvati e finanziati ne sono stati realizzati solo 8.

A gestire la raccolta fondi è stata la protezione civile nazionale che, con decreto del capo dipartimento, ha anche istituito il Comitato dei garanti. Che ha fornito questi dati (citiamo l’articolo de Il Messaggero).

“Complessivamente sono stati raccolti 34.537.834 euro, che sulla base delle indicazioni fornite dalle cabine di coordinamento regionali, d’intesa con i territori, sono stati ripartiti tra Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. I progetti accolti dal Comitato dei garanti sono stati 94, che nelle quattro regioni si moltiplicano a loro volta in una serie di interventi più piccoli che superano complessivamente quota 150: ebbene, appena 8 sono stati ultimati”.

Ricostruzione, la Corte dei Conti indaga

Il problema non sono i fondi, che ci sono, ma la burocrazia che blocca ogni progetto. Anche, e sopratutto, quelli pubblici: le criticità sono ben rappresentate dall’intervento della Corte dei Conti.  

In particolare la procura contabile sta indagando su eventuali danni pubblici conseguenti alla mancata o tardiva ricostruzione post sisma 2016, alla mancata adozione del piano di ricostruzione, all’omesso conferimento di incarichi tecnici. Nonché sulla mancata previsione sismica su mappe inadeguate sulla pericolosità sismica. (fonti Ansa, Il Messaggero)