Foggia, egiziano arrestato per terrorismo. “Affiliato Isis, indottrinava i bambini nelle ore di religione”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 marzo 2018 8:36 | Ultimo aggiornamento: 27 marzo 2018 13:52
Foggia, arrestato per terrorismo egiziano presunto Isis

Terrorismo a Foggia, arrestato egiziano presidente di associazione culturale: “Affiliato all’Isis”

FOGGIA – Un egiziano è stato arrestato la mattina del 27 marzo a Foggia in una operazione anti-terrorismo con l’accusa di essere un affiliato dell’Isis.

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Il sospettato è Abdel Rahman, un egiziano di 58 anni con cittadinanza italiana e sposato con una donna italiana. Durante l’operazione è stata anche perquisita la sede di un’associazione culturale a Foggia, “Al Dawa”, di cui l’uomo era il presidente e sequestrati conti correnti. L’uomo è accusato di aver insegnato a una decina di bambini, ora segnalati al Tribunale per i Minorenni, il concetto di guerra santa, spiegando loro che l’unico modo per ottenere il Paradiso era la morte in battaglia. Per alcuni mesi quelle lezioni sono state intercettate e l’uomo li invitava a “combattere i miscredenti”:

“Vi invito a combattere i miscredenti, con le vostre spade tagliate le loro teste, con le vostre cinture esplosive fate saltare in aria le loro teste. Occorre rompere i crani dei miscredenti e bere il loro sangue per ottenere la vittoria”.

un messaggio che Rahman condivideva su Twitter, Facebook e WhatsApp inneggiando alla jihad e pubblicando post in cui spiegava come costruire armi, riferiscono gli inquirenti: “Nei posti si parla dell’obbligo di distruggere le chiese e trasformarle in moschee, individuando l’Italia come obiettivo dell’attività terroristica”.

In totale sono state tre le perquisizioni, personali e domiciliari, eseguite all’alba dalla Polizia. Il Gigo della Gdf ha proceduto al sequestro preventivo urgente della sede dell’associazione e dei conti correnti del cittadino egiziano. Agli atti dell’indagine di Digos e Gico della Gdf, coordinata dai pm Antimafia Giuseppe Gatti e Lidia Giorgio, c’è materiale didattico sequestrato all’indagato, usato per le lezioni di religione con i bambini nella sua associazione culturale “Al Dawa” di Foggia.

Questo materiale contiene prevalentemente video scaricati da Internet relativi all’addestramento di bambini. In uno di questi, i minorenni, svegliati all’alba, vengono portati in un appartamento con alcuni ‘miscredenti’, uno dei minori punta la pistola alla tempia di uno di loro il quale, pur di sottrarsi al colpo si lancia dalla finestra. Poi ci sono video di bambini che sgozzano delle persone e dopo aver tagliato le teste le mostrano. Nelle lezioni che sono state intercettate (l’ultima risale ad un mese fa), l’uomo diceva ai suoi allievi bambini, circa una decina, di “vivere isolati, fuori dal mondo”. “Le loro feste sono maledette”, diceva riferendosi a Natale e Carnevale. Gli inquirenti parlano di “un messaggio patologico e perverso indirizzato ai giovani. Forse – dice il pm Gatti – dietro ogni kamikaze c’è un cattivo maestro”.