Jalal El Hanaoui, marocchino jihadista arrestato a Pisa. Tra obiettivi la Torre

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 luglio 2015 9:22 | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2015 13:24
Terrorismo, marocchino arrestato a Ponsacco (Pisa). Istigava alla jihad

Terrorismo, marocchino arrestato a Ponsacco (Pisa). Istigava alla jihad

ROMA -Un uomo di origine marocchina è stato arrestato a Pisa perché ritenuto responsabile di reati specifici di apologia e istigazione alla jihad. Si chiama Jalal El Hanaoui, ha 25 anni ed è giunto in Italia quando ne aveva 8, grazie ad un ricongiungimento familiare.

L’arresto è avvenuto nelle prime ore del mattino di lunedì 7 luglio. L’uomo, disoccupato, viveva con i genitori e il fratello ventiduenne in un modesto appartamento nel comune di Ponsacco (Pi). Nella perquisizione della sua abitazione sarebbero stati sequestrati un computer e tre telefoni cellulari.

Secondo quanto sin qui emerso dalle indagini il giovane, nato a Souk Sebt in Marocco, gestiva come amministratore tre profili Facebook, dai quali, accanto a discussioni su temi religiosi islamici, invitava gli amici a sposare posizioni oltranziste ed estremiste, evidenziando una chiara condotta per proselitismo a favore della partecipazione alla jihad (guerra santa).

Sulle sue bacheche Facebook postava anche foto di celebri monumenti dell’occidente, forse considerati da lui obiettivi di attentati. Tra questi la Statua della Libertà, la Torre di Pisa, la cattedrale di San Basilio a Mosca. Ma anche un muro in Israele per la separazione dei territori occupati e un’avveniristica architettura a Dubai.

“E’ un giovane molto esperto di informatica e telematica – ha spiegato il procuratore della Dda di Firenze, Giuseppe Creazzo – ed è proprio attraverso il web e i social network che istigava alla jihad e alla guerra santa”.

Gli stessi argomenti, secondo le indagini di Digos e Polizia Postale, sono stati usati dal 25enne anche in video e commenti inseriti in altri gruppi a cui era iscritto, raggiungendo così circa 12 mila persone, non solo nel mondo arabo ma anche italiani.

Tra le immagini c’è il disegno di una decapitazione che El Hanaoui commenta come atto di eroismo. In una foto invece si vede una scritta nel deserto che, tradotta, significa “Solo la legge di Dio va seguita mentre, le leggi degli uomini devono essere distrutte“.

Secondo gli investigatori l’arrestato propugnava come mezzi per realizzare lo Stato islamico, anche stragi, omicidi, attentanti e danneggiamenti. In un suo commento si legge che si isserrà “dal sangue la bandiera dello stato islamico”; in un altro commento esorta “i democratici ad andare via, noi faremo la jihad”.

I tre profili facebook di sua diretta gestione sono stati sottoposti a sequestro preventivo e oscurati. El Hanahoui ha anche qualche precedente per spaccio. Dalla fine del 2014 la Digos di Pisa lo ha monitorato insieme alla Polizia Postale sotto il coordinamento della Dda di Firenze, in seguito a specifiche segnalazioni da parte del Ucigos.