“Sparato con gioia. Colpiremo altre 7 volte”: anarchici su Adinolfi

Pubblicato il 11 maggio 2012 13:03 | Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2012 22:52

La prima pagina del volantino di rivendicazione firmata Fai (Foto LaPresse)

MILANO – “L’obiettivo è un tecnico, parola tristemente di moda in questi tempi, che dietro ad una fittizia neutralità nasconde la longa manus del capitale”: con queste parole è stato rivendicato l’agguato a Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare gambizzato a Genova il 7 maggio.

La rivendicazione porta la firma del Nucleo Olga-Federazione Anarchica Informale-Fronte Rivoluzionario Internazionale. Il volantino è stato recapitato alla redazione del Corriere dell a Sera, a Milano (clicca qui per la versione integrale). Il timbro postale sulla busta indica che il volantino è stato spedito a Genova. Secondo l’agenzia Ansa, le forze di sicurezza ritengono la rivendicazione del Fai dell’attentato a Roberto Adinolfi ”attendibile”.

Le quattro pagine di rivendicazione iniziano con una citazione dell’anarchico Mikhail Bakunin, e proseguono attribuendo ad Adinolfi la responsabilità per lo meno morale dei morti in Giappone per incidenti nucleari, e del rischio nucleare in generale.

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L’attentato viene “intestato” a Olga Ikonomidou, una di otto anarchici arrestati in Grecia. Per “ognuno” degli altri sette la Fai annuncia un’azione terroristica.

“Abbiamo azzoppato Roberto Adinolfi, uno dei tanti stregoni dell’atomo, dall’anima candida e dalla coscienza pulita. (…). Con una certa gradevolezza abbiamo armato le nostre mani, con piacere abbiamo riempito il caricatore. (…). Piombo nelle gambe per lasciare imperutiruo ricordo di quello che è ad un grigio assassino”.

Prosegue il volantino: “Finmeccanica vuol dire Ansaldo Breda, che con i suoi treni ad alta velocità devasta il territorio. Finmeccanica vuol dire i mortali cacciabombardieri F35, Finmeccanica vulo dire bio e nano tecnologia, Finmeccanica vuol dire morte e sfruttamento”.

“Il nostro sogno è anarchia”, scrivono. E seguono i nomi di anarchici arrestati in tutto il mondo. I firmatari annunciano “prossime azioni”. E firmano con un “Lunga vita alle cospirazioni delle cellule di fuoco”.

”Potevamo colpire qualche funzionario di Equitalia’‘, ma ”non siamo alla ricerca del consenso”, è anche scritto nel documento.

La Fai annuncia nuove azioni: secondo l’agenzia Ansa potrebbero essere almeno otto, tante quanti sono i ”membri prigionieri” della Ccf/Fai detenuti in Grecia. ”Nelle nostre prossime azioni – dice il documento – il nome degli altri fratelli greci, una azione per ognuno di loro”.

Nel documento di rivendicazione viene citato anche l’ex ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. ”Prima che il nucleare ricadesse in disgrazia – si legge -, Adinolfi è stato tra i maggiori responsabili insieme a Scajola del rientro del nucleare in Italia”.

Cellula Olga si riferisce a Olga Ekonomidou, membro del movimento di ‘Cospirazione delle cellule di fuoco/Fai-Irf’ arrestata il 4 gennaio scorso. Gli anarchici della ‘Cospirazione delle cellule di fuoco-Fronte rivoluzionario internazionale’ che hanno rivendicato l’attentato a Roberto Adinolfi fanno parte della Federazione anarchica informale fin dalla sua fondazione. Proprio la ‘Cospirazione delle cellule di fuoco’ è stata tra le promotrici della più importante realtà anarchica internazionale.

Il simbolo utilizzato dagli anarchici informali per rivendicare l’attentato a Roberto Adinolfi è stato ‘adottato’ dal gruppo greco Cellule di fuoco da parte del Fronte rivoluzionario internazionale che lo ha completato con un nuovo elemento. Secondo gli investigatori, la stella a cinque punte con inscritta la ‘a’ di anarchia aggiunta al mezzo cerchio con le cinque frecce che è il simbolo delle Cellule di fuoco apporta una ”novità non solo formale ma anche sostanziale”.

E’ stato definito un ”volantino serio” dagli inquirenti il comunicato del Fai-Cellula Olga.  Il comunicato inviato da Genova per posta il 7 maggio, giorno stesso dell’agguato, e’ arrivato questa mattina al Corriere della Sera in via Solferino, a Milano. E’ stato sequestrato dai carabinieri che hanno operato insieme ai loro colleghi del Ros e in copia e’ stato inviato immediatamente sia alla Procura di Genova, titolare dell’inchiesta sull’attentato, sia al procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli, coordinatore del pool antiterrorismo. Sul volantino originale invece verranno effettuati accertamenti tecnico-scientifici.  Ora inquirenti e investigatori sia genovesi sia milanesi analizzeranno nei dettagli il comunicato che da una prima lettura, secondo gli esperti, e’ scritto in un linguaggio diverso rispetto ai volantini provenienti dall’area anarco-insurrezionalista e redatti in passato.

Il procuratore capo di Genova Michele di Lecce, durante il briefing quotidiano in Procura a Genova sull’attentato all’ad di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, ha detto: ”Non si può escludere la possibilità di nuove azioni”.  Secondo il procuratore ”il salto qualitativo c’e’ già stato” e ”altri atti delittuosi potrebbero esserci”.