Test Invalsi, “3 su 4 hanno copiato”. Le confessioni su Facebook e Twitter

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Luglio 2013 12:32 | Ultimo aggiornamento: 17 Luglio 2013 12:32
Test Invalsi, 3 su 4 hanno copiato. Confessioni su Facebook e Twitter

Test Invalsi, 3 su 4 hanno copiato. Confessioni su Facebook e Twitter

ROMA – Archiviata l’ansia da prestazione per i test Invalsi gli studenti corrono a confessarsi su Internet. Tre su quattro ha ammesso, via social network, di aver copiato. Le prove che vengono utilizzate ogni anno per misurare i livelli di apprendimento degli alunni italiani nei diversi ordini di scuola, erano “difficili”, ma non impossibili proprio grazie all’abbondanza degli “aiutini”, da parte dei primi della classe, ma anche degli stessi insegnanti.

Il rapporto 2013 presentato l’11 luglio scorso, ci restituisce un Italia ancora spaccata in due, con il Nord tecnicamente più preparato del Sud, salvo poi scoprire che le imbeccate dagli insegnanti sono arrivate prevalentemente al Centro-Nord. Oltre il 12% rispetto alle altre aree.

Il dato più interessante dei test, non è tanto il risultato dell’indagine, quanto la percezione che gli studenti hanno affidato alla Rete. Sentimeter, un blog curato dai ricercatori di Voices From The Blogs, gruppo di ricerca dell’Università degli studi diMilano, ha analizzato la vasta letteratura prodotta sui social network nei giorni del test. Prima e dopo i quiz, sui social network sono stati oltre 38mila i post sparsi tra Twitter e Facebook. Il picco massimo si è registrato il 17 giugno, giorno dei test di terza media: per loro i test rientrano tra le prove d’esame per la licenza.

Volendo fare un sommario delle sensazioni: tanta paura e una fatica inutile, secondo la maggior parte. Soprattutto la sensazione di non essere abbastanza preparati è forte: 3 studenti su 4 si sono detti non pronti una settimana prima dei quiz. Il 60% lo pensa anche dopo aver sostenuto la prova. Con il 72,6% convinto che le prove non abbiano “nulla a che fare con quello che viene insegnato in classe”, per metodo e contenuti.

Quanto all’utilità, le opinioni divergono: molti li ritengono “deprimenti” perché costretti a dare prova delle proprie capacità intellettive, per altri sono addirittura “dannosi” perché influiscono sul voto finale. Solo per il 17,5, quasi tutti del Centro-Nord, è stata “un’occasione per dimostrare quello che so”.