Thyssen, la difesa dell’azienda: “Dagli operai qualche errore involontario”

Pubblicato il 18 Febbraio 2011 19:05 | Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio 2011 19:38

TORINO – Hanno commesso qualche errore, gli operai della Thyssenkrupp di Torino che morirono nell’incendio del dicembre del 2007, ma non per colpa loro: ”Sono stati indotti a fare degli sbagli da una catena di circostanze sfavorevoli e da un imperfetto passaggio di consegne da parte dei colleghi del turno precedente”. E’ quanto ha detto l’avvocato difensore Ezio Audisio durante l’arringa in Corte d’Assise.

Il penalista ha parlato in difesa dell’amministratore delegato Harald Espenhahn, imputato di omicidio volontario con dolo eventuale, spiegando che deve essere assolto perché non è a lui che si debbono addebitare le cause dell’incidente. Del manager tedesco, Audisio ha sostenuto il comportamento virtuoso dal punto di vista imprenditoriale: ”Viste le difficoltà del mercato avrebbe potuto chiudere gli stabilimenti Thyssenkrupp in Italia, invece si è battuto per la loro salvezza, trasferendo la produzione da Torino a Terni per potenziare la filiale presente nella città umbra”.

Audisio ha ricordato (come i colleghi nel corso delle udienze precedenti) che passarono almeno dieci o undici minuti prima che gli operai si accorgessero dell’incendio, che fino a quel momento era di piccole proporzioni. ”Tutti e otto – ha spiegato – si precipitarono con gli estintori, mentre il capoturno Rocco Marzo avrebbe dovuto chiamare il responsabile dell’emergenza: non lo fece, e non sapremo mai perché”.

Secondo Audisio, comunque, l’origine dell’incendio non dipende dalla squadra di lavoratori che era in servizio. Durante il turno precedente, un guasto a una fotocellula aveva costretto gli operai a prendere dei provvedimenti-tampone di cui gli otto non vennero informati: il selettore della carta, per esempio, fu lasciato in posizione ”manuale” anziché in ”automatico”, e il nastro trasportatore fu imboccato fuori asse. Il nastro, trascinandosi sulla carpenteria, si arroventò e produsse scintille che innescarono il materiale combustibile (come i frammenti di carta che si erano accumulati per l’errata posizione del selettore).

Audisio non ha risparmiato un cenno al fatto che, circa un’ora prima, due delegati sindacali (tra cui Antonio Boccuzzi, il componente della squadra sopravvissuto al rogo) si erano incontrati per discutere delle questioni legate alla tutela del posto di lavoro.

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