Thyssen/ Operai morti nel rogo agirono correttamente

Pubblicato il 26 maggio 2009 18:55 | Ultimo aggiornamento: 27 maggio 2009 2:00

Gli operai che lavoravano alla linea 5 della Thyssen di Torino si comportarono correttamente, eseguendo tutte le operazioni che erano previste in caso di anomalia nel funzionamento dei macchinari: è quanto emerso dai periti ascoltati oggi in aula al processo per la morte dei sette lavoratori nel rogo del 6 dicembre 2007, che vede imputati i vertici della multinazionale tedesca.

Nel corso dell’udienza odierna è stato trattato il supplemento di indagine condotto dalla Procura di Torino dopo che, nelle scorse udienze, erano emerse alcune incongruenze nei dati contenuti nei computer sui quali vengono registrate le operazioni eseguite sulle linee. È emerso che le discrepanze degli orari tra gli allarmi registrati sul computer della linea e il server centrale deriverebbero da un semplice sfasamento dell’ora impostata sui calcolatori (di 13 minuti e 30 secondi). Appurato questo dato, l’accusa è riuscita a ricostruire le operazioni effettuate dagli operai che lavoravano alla linea 5 e che vennero immesse nel pc presente nel pulpito della linea: si deduce dai dati che ci fu un’anomalia (probabilmente le prime fiamme dell’incendio che, inizialmente, non sembravano particolarmente allarmanti, trattandosi di uno dei frequenti incendi che si verificavano nella fase di decapaggio, come confermato in precedenti udienze da altri testi), che indusse gli operatori ad arrestare la sezione di ingresso della linea, poi a rallentare il nastro (da 21 minuti al secondo a 18 minuti al secondo) per riuscire a intervenire in maggiore sicurezza e, infine, azionarono le pompe di lavaggio, in previsione di una soluzione del problema. Il processo riprenderà giovedì 28 maggio.