Daniele Belardinelli, Luca Da Ros ai domiciliari. Indagati per omicidio otto tifosi del Napoli

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 gennaio 2019 20:16 | Ultimo aggiornamento: 5 gennaio 2019 20:45
Tifoso ucciso, Luca Da Ros ai domiciliari. Indagati per omicidio i quattro tifosi del Napoli sulla Volvo che ha investito Belardinelli

Tifoso ucciso, Luca Da Ros ai domiciliari. Indagati per omicidio i quattro tifosi del Napoli sulla Volvo che ha investito Belardinelli

MILANO  – Sono stati concessi gli arresti domiciliari a Luca Da Ros, 21 anni, il tifoso interista arrestato per gli incidenti prima di Inter-Napoli che sono costati la vita al tifoso del Varese Daniele Belardinelli, mentre sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio volontario i quattro tifosi del Napoli che erano a bordo della Volvo V40 Station Wagon che, secondo gli inquirenti, ha investito, provocandone poi la morte in ospedale, l’ultrà del Varese (squadra gemellata con l’Inter), Belardinelli.

Sono complessivamente otto le persone indagate a Napoli nell’ambito delle indagini sulla morte di Daniele Belardinelli. Sono indagati i cinque tifosi azzurri, tra cui un minorenne, che erano a bordo della Volvo V40 sequestrata dalla magistratura milanese e anche altri tre che viaggiavano a bordo di una seconda auto del convoglio azzurro, ritenuta coinvolta nell’incidente. Anche questa seconda vettura, a breve, dovrebbe essere sequestrata. Per tutti si ipotizza il reato di omicidio volontario.

Le indagini degli investigatori sono destinate ad allargarsi: nei prossimi giorni verranno sentite altre persone. Il nodo della questione sta nel fatto che gli indagati si rimpallano la responsabilità su chi fosse alla guida della Volvo V40 sotto sequestro. Nessuno, in sostanza, ha ammesso di aver investito Belardinelli. Gli inquirenti hanno individuato altre auto. Agli otto tifosi azzurri indagati sarebbe stato contestato anche il reato di rissa.

Intanto Da Ros, che ha collaborato con i magistrati, avrebbe subito, riferisce l’Ansa, insulti anche nel carcere milanese di San Vittore e in particolare sarebbe stato definito “infame” da un altro detenuto. Il 21enne, inoltre, ha subito minacce via social network e anche “presso la sua abitazione”, come evidenzia il gip nell’ordinanza con cui gli ha concesso i domiciliari.

Sempre nell’ordinanza, il giudice Guido Salvini spiega che il tifoso “appare aver avuto un ruolo secondario nell’azione” contro gli ultras napoletani dato che “il suo tipo di ‘militanza’ nei gruppi ultrà interisti (per i quali si occupava in particolare delle coreografie) non appare collegato a quelle componenti più violente ed organizzate dalle quali è originato l’agguato”. Per il gip contano anche la sua “giovane età”, il fatto che sia “incensurato” e che abbia “sempre mantenuto una regolare condotta di vita”.

Luca Da Ros ha fornito ai magistrati “numerosi dettagli utili” sulle “modalità dell’attacco” e per “risalire ai responsabili dell’omicidio di Belardinelli“, “nonostante le minacce ricevute presso la sua abitazione e apparse sui numerosi social network”, scrive il gip Guido Salvini spiegando che Da Ros ha anche svelato la “identità di numerose persone coinvolte” malgrado la “pressione” e la “omertà” della curva.

Per il gip Salvini, che ha concesso gli arresti domiciliari al giovane, la sua scelta di parlare con i magistrati non è stata facile per la “pressione che i gruppi di tifosi ultras sono in grado di esercitare”. Malgrado questa pressione e le numerose minacce ricevute, Da Ros, spiega il giudice, ha manifestato “un concreto distacco da quelle regole di un’omertà che caratterizza la realtà di tali gruppi”.

Da Ros “su un album fotografico di 34 persone” mostratogli ieri dai pm “ne ha riconosciuti 7-8” di ultras della curva, “alcuni dei quali hanno partecipato” all’assalto, ha spiegato il suo avvocato, Alberto Tucci, chiarendo che il 21enne ha riconosciuto tra le foto anche quella di Nino Ciccarelli, capo dei ‘Viking’ della curva nord.