Tiscali, Renato Soru e gli altri manager assolti con formula piena

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 aprile 2019 10:15 | Ultimo aggiornamento: 17 aprile 2019 10:15
Tiscali, Renato Soru e gli altri manager assolti con formula piena

Tiscali, Renato Soru e gli altri manager assolti con formula piena (Foto Ansa)

CAGLIARI – Il fatto non sussiste: sono stati assolti con formula piena Renato Soru e gli altri vertici di Tiscali accusati di false comunicazioni sociali. La sentenza è stata emessa martedì 16 aprile dai giudici del tribunale di Cagliari. Dopo due anni dall’avvio del dibattimento, si è chiuso così il processo a Soru e ai vertici di Tiscali finiti nella bufera per la cessione nel 2005 di un ramo di azienda.

Il fondatore della società di telecomunicazioni era in aula, ma a caldo non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Qualche ora più tardi, il suo primo commento all’ANSA. “Bisogna avere pazienza e continuare a credere nella giustizia. I processi – spiega l’europarlamentare uscente del Pd – possono capitare a chi fa tante cose. Sono una prova. Bisogna però avere fiducia nella giustizia, che ti accusa ma anche ti assolve”.

Dunque nessun illecito è stato commesso nell’operazione del 2005. Nonostante molti dei reati contestati fossero ormai prescritti, i giudici hanno assolto nel merito tutti gli imputati con la formula più ampia, “il fatto non sussiste”: oltre a Soru sentenza positiva per Mario Rosso, ex amministratore delegato, Luca Scano, all’epoca componente del Consiglio di amministrazione, gli altri vertici Salvatore Pulvirenti, Andrea Podda e Roberto Lai e gli allora amministratori Romano Fischietti e Ernesto Fava.

Il pm Andrea Massidda aveva chiesto la condanna a 3 anni per Soru e Scano, un anno e mezzo per Pulvirenti, Podda e Lai e il proscioglimento, per estinzione del reato a seguito di prescrizione, per Fischetti, Fava e Rosso.

L’inchiesta aveva scandagliato i bilanci e gli atti di vendita dei rami d’azienda dalla capogruppo Tiscali Spa a Tiscali Italia Srl e Tiscali Service Srl. Un’operazione da 162 milioni di euro, inseriti in bilancio nel 2005, che secondo la Procura avrebbe potuto influenzare l’andamento di Tiscali nel mercato borsistico. (Fonte: Ansa)