Tiziano Renzi e Laura Bovoli, la procura di Firenze dà parere negativo alla richiesta di revoca dei domiciliari

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 febbraio 2019 19:07 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2019 19:07
tiziano renzi

Tiziano Renzi e Laura Bovoli, la procura di Firenze dà parere negativo alla richiesta di revoca dei domiciliari

ROMA – La procura di Firenze ha dato parere negativo sulla richiesta di revoca degli arresti domiciliari per Tiziano Renzi e Laura Bovoli, avanzata dal loro legale Federico Bagattini ieri, 25 febbraio, nell’interrogatorio di garanzia svoltosi davanti al gip Angela Fantechi.

Secondo quanto appreso la procura, pur avendo tempo fino a domani per esprimersi, ha già depositato il parere nella tarda mattinata di oggi. Ora il gip può decidere sull’istanza di revoca entro cinque giorni.

Nel provvedimento del gip che ha disposto gli arresti domiciliari per Renzi senior e Laura Bovoli, eseguito lunedì 18 febbraio, si motivavano gli arresti domiciliari con “il pericolo di reiterazione del reato” ipotizzando il rischio che la società Eventi6 “si possa avvalere di altre cooperative“. “Questo rischio evidentemente si azzera nel momento stesso in cui si dismette la carica di amministratore della società Eventi6 e nel momento stesso nel quale il maggior cliente di Eventi6 ha disdettato il contratto il 31 dicembre 2018; cioè quel contratto che veniva eseguito da parte della cooperativa Marmodiv srl “non c’è più”, ha spiegato ieri sera l’avvocato Federico Bagattini ai giornalisti al termine dell’interrogatorio di garanzia dei suoi due assistiti. Durante l’interrogatorio i due coniugi, indagati per bancarotta fraudolenta e false fatturazioni, hanno dichiarato di essere due pensionati.

Nei rispettivi interrogatori prima Laura Bovoli, per circa due ore e mezzo, poi il marito Tiziano, fino a sera, avrebbero chiarito al gip le accuse di bancarotta e fatture fittizie relative a società cooperative di cui, secondo gli inquirenti, avevano il controllo tramite persone ‘di fiducià. Peraltro, ha spiegato uno dei legali, la contestazione dell’illecito “non ammonta a 700.000 euro” ma “eventualmente è di 250.000 euro più Iva. Qualcuno ha sbagliato a fare le operazioni aritmetiche“, ha detto l’avvocato Bagattini.

Abbiamo chiesto la revoca dei domiciliari vista l’insussistenza della misura cautelare” aveva affermato ancora lo stesso difensore, aggiungendo che “è stata una mezza maratona, gli argomenti cui rispondere erano numerosi” e che “non ci sono stati momenti di attrito o di tensione” ma “abbiamo trovato una signorilità che di solito non si trova negli interrogatori”.

Fonte: Ansa