Tmb via Salaria, il racconto: “Mio figlio è morto di tumore. Mi diceva: mamma ti prego, falli smettere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Dicembre 2018 10:04 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2018 10:04
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Tmb via Salaria, incendio nell’impianto Ama

ROMA – Il Tmb di via Salaria, oggi colpito da un vasto incendio, è oggetto da anni delle proteste degli abitanti di Roma Nord. L’impianto di via Salaria 981 è gestito dall’Ama, l’azienda municipalizzata dei rifiuti, ed è destinato alla lavorazione dei rifiuti indifferenziati.

Tmb sta per “trattamento meccanico-biologico”: alcuni macchinari appositi separano la parte umida dei rifiuti dalla parte secca, e riutilizzano quest’ultima riciclandola o producendo combustibile.

Una delle storie legate al Tmb di via Salaria è quella di Francesco, morto a 17 anni lo scorso 19 giugno, per una patologia rara, la neurofibromatosi di tipo 1. Si tratta di una malattia genetica caratterizzata dalla predisposizione a sviluppare tumori del sistema nervoso. E’ una delle più frequenti malattie rare, colpisce un individuo su 3500. Può causare anche una grave compromissione delle vista, come nel caso di Francesco, che era non vedente dal 2009, quando frequentava la quarta elementare.

Sua madre, Caterina Delle Noci, durante l’assemblea nel III municipio di Roma andata in scena a settembre per parlare della situazione del Tmb Salario, raccontò che il figlio nei suoi ultimi giorni di vita piangeva. “Mi diceva: mamma ti prego, falli smettere, falli smettere”.

Il figlio si lamentava delle esalazioni che da anni pervadono questa parte della Capitale a causa del trattamento dei rifiuti nell’impianto Ama (l’azienda ha sostenuto che non vi sia certezza che i miasmi provengano dall’impianto, i dati dell’Osservatorio del III municipio, invece, sembrano dimostrare il contrario come detto dal Giovanni Caudo a TPI).

Quando le è stato chiesto se le esalazioni del Tmb di via Salaria c’entrino qualcosa con la degenerazione della malattia di Francesco (ammalato da quando aveva 15 mesi), la donna ha detto: “Secondo me non è la puzza dell’immondizia che sentiamo, ma qualche sostanza che loro usano per trattarla. Penso che mio figlio, in quanto ragazzo disabile, sia stato colpito prima degli altri. Sono sicura che se non fosse stato sottoposto continuamente, per anni, a esalazioni così nocive, probabilmente sarebbe ancora vivo”.

I sospetti di Caterina sui rischi per la salute legati al Tmb di via Salaria sono molto gravi e non sono suffragati da dati scientifici. Ma lei non è la sola a nutrire sospetti di questo tipo.

Giovanni Caudo, presidente del III municipio, aveva annunciato a settembre di aver chiesto al dipartimento di prevenzione di Asl Roma 1 la disponibilità a realizzare un’indagine epidemiologica sulla popolazione locale, che oltre alla puzza lamenta irritazioni agli occhi e difficoltà a respirare.

Sergio Caselli, presidente del Comitato di quartiere di Fidene, contattato da TPI.it, aveva dichiarato che nella zona si è registrato un aumento dei casi di allergie e problemi respiratori, che lui ha potuto constatare anche grazie al suo lavoro di farmacista della zona. 

“Negli otto anni di battaglia contro la presenza di questo impianto”, ha detto Caselli, “i casi di allergie e problemi respiratori sono aumentati negli adulti e nei bambini, sia quelli leggeri sia quelli più gravi, come le forme asmatiche”.