Tommaso Piccioli, sopravvissuto sulle Alpi svizzere: ha fatto ginnastica per non dormire

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 maggio 2018 17:01 | Ultimo aggiornamento: 2 maggio 2018 8:56
Tommaso Piccioli, parla uno dei sopravvissuti sulle Alpi svizzere: ha fatto ginnastica per non dormire

Tommaso Piccioli, sopravvissuto sulle Alpi svizzere: ha fatto ginnastica per non dormire (foto Ansa)

AOSTA – Tommaso Piccioli è uno dei superstiti della tragedia sulle alpi svizzere nella haute route Chamonix-Zermatt, dove sono morti 5 italiani, inclusi i suoi tre amici di Bolzano. “Sto bene. Mi hanno appena dimesso dall’ospedale”: Tommaso è uno dei partecipanti alla spedizione.  Dice solo questo all’Ansa, che lo ha contattato al telefono. Alla famiglia ha telefonato ieri. “Mi ha detto ‘sto bene’ – racconta il papà Stefano, anche lui architetto – Sono all’ospedale. E’ successa una cosa gravissima e sono sopravvissuto grazie alla mia esperienza”.

Prima di chiamare il babbo, Tommaso aveva già telefonato alla madre e alla moglie australiana, con cui vive in Australia la maggior parte dell’anno. In Italia è tornato per votare, e anche per questa escursione. La sua è una vera passione per l’avventura. “Ma questa esperienza – spiega all’Ansa il padre Stefano, che coordina lo studio di architetti di Riccione per cui lavora anche Tommaso – è stata terribile. I suoi amici di Bolzano sono tutti morti”.
La notte al gelo è stata lunghissima e completamente buia.

App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui

Ladyblitz – Apps on Google Play

Tommaso ha cercato di fare ginnastica e non addormentarsi. “Lui – dice il papà – è rimasto sveglio tutta la notte. Non so come ha fatto. Spronava anche gli altri, a muoversi a non dormire ma nel buio non li vedeva. Non sapeva dov’erano”.

Quando ha albeggiato Tommaso e un’escursionista tedesca hanno visto dall’altro lato della vallata, dove c’è il rifugio, due sciatori e hanno iniziato ad urlare con quanta voce ancora avevano in gola “help”. Loro hanno avvisato il soccorso alpino che è arrivato con l’elicottero. “Ma non poteva atterrare, quindi si è calato un infermiere con il verricello – prosegue Stefano – e li ha portati su uno a uno”. Sul momento Tommaso non sapeva le condizioni degli altri anche se temeva il peggio, dato che aveva visto qualcuno riverso a faccia in giù. In serata, mentre era ricoverato in ospedale a Visp, è stato anche interrogato dalla polizia cantonale “avevano l’elenco ma non glie l’hanno fatto vedere. Adesso – conclude il papà – saprà anche lui” dei morti.

C’è anche un’italiana di 43 anni tra i tre scialpinisti ricoverati in gravi condizioni dopo essere rimasti bloccati dalla bufera, la notte tra domenica e lunedì, sulle Alpi svizzere, nella zona della Pigna d’Arolla. Non è lei a lottare “tra la vita e la morte”, ha specificato il portavoce della polizia cantonale del Vallese Markus Rieder, ma uno degli altri due feriti: uno svizzero di 72 anni e una francese di 56.

Sono stati portati in ospedale per ipotermia in condizioni non gravi tre francesi (due uomini e una donna di 58, 57 e 55 anni), una tedesca di 48 anni e un italiano di 50, l’architetto Tommaso Piccioli, già dimesso nel corso della mattinata.

Privacy Preference Center

Necessari

installato da wordpress di default, non vengono utilizzati in alcun modo

wordpress

Advertising

Analytics

Utilizzati per stimare il traffico del sito

_ga,_gat,_gid,WT

Other