Toninelli, lettera di un genovese: “Serve solo un c… di ponte”

di redazione Bltiz
Pubblicato il 26 settembre 2018 12:13 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2018 12:13
Toninelli, lettera di un genovese: "Serve solo un c... di ponte"

Toninelli, lettera di un genovese: “Serve solo un c… di ponte”

GENOVA – “Caro ministro Toninelli, nel quindicesimo secolo qua a Genova prendemmo dei sacchi blu che usavamo per custodire le vele delle navi e ci facemmo il primo paio di jeans”. Comincia così un post divenuto virale su Facebook, una lunga lettera di sfogo scritta da un genovese al ministro delle Infrastrutture che dà la misura della rabbia e della frustrazione dei cittadini dopo il crollo del Ponte Morandi, costato la vita a 43 persone e la casa a 600 sfollati.

Simone Pagano, questo il nome dell’autore, si dilunga in una dettagliata prefazione illustrando al ministro 5 Stelle il proverbiale senso pratico dei suoi concittadini. Dalla fondazione della prima banca al mondo all’invenzione della farinata, Pagano elenca tutte le soluzioni ingegnose che il popolo genovese è stato capace di trovare nella storia, facendo di necessità virtù. Lì dove c’era un viadotto sul quale transitavano “25 milioni di mezzi l’anno e il 100% dei camion da e verso il primo porto italiano”, è il ragionamento del genovese, non serve un “ponte multifunzionale”, con negozi, bar e parco giochi per i bambini. Pagano spiega analiticamente al ministro le ragioni di un tale spreco: il ponte sorgerà “nel quartiere più inquinato di Genova (provi a percorrere il ponte di Cornigliano coi finestrini tirati giù e ci dica se manderebbe i suoi figli a giocarci)”; “dentro al greto di un fiume che, un anno si e un anno no, straripa alluvionando le zone circostanti”; e “a 400 metri dall’unico centro commerciale degno di tale nome”.

Il vero problema, fa notare ancora al ministro è che “in 45 giorni non è stato ancora deciso il commissario, non si sa chi lo paga, chi lo progetta, chi lo costruisce, il suo bel Decreto è stato fermato dalla Ragioneria di Stato perché “molto incompleto””. E conclude lapidario: “Toninelli, un ponte. Serve solo un cazzo di PONTE”.

Ma quello di Simone Pagano non è che uno tra i tanti sfoghi che affollano la rete. “Ciao @DaniloToninelli – scrive ad esempio Vanessa su Twitter – Qui a #Genova è tutto, ancora, un gran puttanaio. Ambulanze bloccate in coda, tir che si incastrano, famiglie bloccate in casa per il traffico, gente che impiega 3 ore a tornare dal lavoro. Ve la date una mossa, si?”. Così Sonia: “Qua a Genova ogni mattina (e a tutte le altre ore di punta) c’è un traffico assurdo per andare da ogni parte e quelli che ci governano non muovono un muscolo. Prima o poi qua scoppia una rivolta perché la gente si è rotta i coglioni”. E Daniela: “Di #Genova e dei suoi problemi di traffico,e anche più gravi,ormai poco si parla.Non fa più tanta notizia.Ieri per percorrere 3,5 km per cui solitam servono 10/15 min ho impiegato 1 ora e 50.Di solito mi muovo in treno ma a volte l’auto è indispensabile, situazione insostenibile”. E tanti altri. 

Mentre il Comitato degli sfollati è sul piede di guerra, dopo lo slittamento del dl Genova e l’allungamento dei tempi per il dissequestro dei monconi: “Il mondo del lavoro, del commercio e delle professioni, del porto è ferocemente arrabbiato”, spiega il presidente degli sfollati Franco Ravera, che annuncia: “Siamo pronti ad andare a protestare a Sant’Ilario, sotto casa di Beppe Grillo”.