Tony Colombo, 5 poliziotti penitenziari alle nozze trash del neomelodico: sospesi

di Daniela Lauria
Pubblicato il 4 aprile 2019 8:44 | Ultimo aggiornamento: 4 aprile 2019 8:45
Tony Colombo, 5 poliziotti penitenziari alle nozze trash del neomelodico: sospesi

Tony Colombo, 5 poliziotti penitenziari alle nozze trash del neomelodico: sospesi

NAPOLI – C’erano anche 5 ispettori trombettisti della Polizia Penitenziaria alle nozze trash del cantante neomelodico Tony Colombo con Tina Rispoli, vedova di Gaetano Marino, assassinato nell’agosto di sei anni fa in un agguato sul lungomare di Terracina. I cinque agenti sono stati traditi dai video postati sul web: riconosciuti in quelle immagini diventate virali, sono stati tutti sospesi dal Dap. Alle nozze hanno preso parte in qualità di musicisti al corteo che ha paralizzato la città.

Sulle nozze, che hanno sollevato un vespaio di polemiche, sono ora in corso indagini dei carabinieri, coordinati dalla Procura partenopea. Il matrimonio è stato celebrato in maniera a dir poco pomposa nel Maschio Angioino di Napoli, dopo un festoso corteo nuziale con tanto di carrozza bianca trainata da cavalli, che ha letteralmente bloccato il traffico lungo Corso Secondigliano.

Dopo gli accertamenti di rito l’amministrazione penitenziaria ha emesso un provvedimento di sospensione cautelativo nei confronti dei cinque trombettisti che ha lasciato la banda musicale del corpo temporaneamente priva dell’apporto di questo strumento. “Ancora fango sulla Polizia Penitenziaria”, hanno detto il presidente dell’Unione dei Sindacati della Polizia Penitenziaria Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio, secondo i quali “l’onore e il prestigio del Corpo non possono essere intaccati da simili condotte. Stigmatizziamo questo comportamento – aggiungono – che, vorremmo sottolineare, costituisce un’eccezione e, pertanto, non può vanificare l’abnegazione profusa quotidianamente dagli agenti i quali, con enorme sacrificio garantiscono l’ordine e la sicurezza nelle carceri”.

Moretti e Auricchio auspicano ora che “così come le altre bande delle forze di polizia anche quella del Corpo della Polizia Penitenziaria venga trasferita a Roma, “come prevede un progetto già avviato dal Dipartimento e caldeggiato dalla nostra organizzazione sindacale”. (Fonte: Ansa)