Roma, outlet delle armi: 250 euro la semiautomatica, 2000 il kalashnikov…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 marzo 2017 12:49 | Ultimo aggiornamento: 2 marzo 2017 12:49
Roma, outlet delle armi: 250 euro la semiautomatica, 2000 il kalashnikov...

Roma, outlet delle armi: 250 euro la semiautomatica, 2000 il kalashnikov…

ROMA – Roma, outlet delle armi: 250 euro la semiautomatica, 2000 il kalashnikov… “Vai a Tor Bella Monaca, lasci il denaro in un posto e dopo qualche ora ti portano la pistola in un altro”, ha confidato un giovane “pizzicato” al Casilino dai carabinieri con una pistola calibro 7 e 65 spagnola, citato da Il Messaggero.

A San Basilio, altro quartiere critico di Roma, una delle maggiori centrali di spaccio del Paese, cocaina e armi passano attraverso gli stessi canali: dato il contesto, possedere un’arma è più di una necessità, “Per i criminali di quartiere è uno status symbol per accreditarsi nell’ambiente”, assicura un poliziotto.

E cosa dire dell’arsenale nascosto al quartiere Casalotti (all’altro capo della città) da quella che era considerata una mezza tacca tra i pusher romani? In realtà Daniele Mezzatesta, custode di una santabarbara e di 73 kg di eroina appoggiati nel suo garage, ha tenuto la bocca chiusa anche se si è beccato 17 anni di reclusione: per conto d chi custodiva tre pistole con matricola abrasa (una 7.65 parabellum, una Glock 9×21 e una Beretta 6,35), due kalashnikov AK-47, una mitraglietta Skorpion K1, fucili a pompa e a canne mozze e una carabina con un cannocchiale di precisione montato sopra in grado di colpire a grosse distanze e 3 silenziatori, più sei chili di tritolo ad alto potenziale esplosivo? “Qui dentro ci sono armi per scatenare la guerra su Roma”, commentavano sconsolati gli agenti speciali della Finanza.

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E’ per questo che Alessia Marani de Il Messaggero è costretta al titolo ad effetto giustificato da una realtà criminale in cui sono ancora avvertibili spifferi di anni ’70 che rimandano a vecchie conoscenze come gli ex della Banda della Magliana (chi non ricorda l’arsenale nei sotterranei del Ministero delle Poste all’Eur?). “Outlet delle armi”, con tanto di tariffario: 250 euro per una semiautomatica, 1000 euro per una mitraglietta Uzi, 2000 euro per il ricercatissimo Kalashnikov (che nei Balcani si trova a 100 euro)…

Indagini raccontano di pistole volanti, quelle da prendere sul momento per un colpo e riconsegnare, noleggiate dai nomadi. «Le armi le tengono sotterrate, chiuse in bauli tipo forzieri, mai dentro i campi», confida un pentito a un militare. Un kalashnikov mezzo arrugginito spunta fuori dall’Aniene mentre i carabinieri cercano altro. Armi si rimediano anche con le rapine ai metronotte o i furti dei cassettari che tra Rolex e preziosi pescano ferri da distribuire. Gli slavi fanno scuola. Da quando la cortina di ferro è caduta non hanno mai smesso di inondare il mercato nero italiano. (Alessia Marani, Il Messaggero)