Torino, 15enne picchiata mentre andava a scuola. “Mi urlava non puoi vestirti da maschio”

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 Novembre 2019 20:48 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2019 20:48
Torino, 15enne picchiata mentre andava a scuola. "Mi urlava non puoi vestirti da maschio"

Una ragazza si difende dal suo aggressore (Foto d’archivio)

TORINO – “Mi urlava Tu sei una femmina, non devi andare in giro vestita così”. E’ la denuncia di una 15enne torinese, picchiata in strada mentre andava a scuola solo perché indossava vestiti maschili e portava un taglio di capelli molto corto. “Mi ha tirato un pugno sul volto e poi mi ha presa a manate sul costato – ha raccontato la ragazzina – perché sono lesbica”.

Immediata la solidarietà dal mondo politico, con il Comune di Torino e la Regione Piemonte che si schierano al fianco della ragazza insieme all’Arcigay. L’aggressione, resa nota soltanto oggi è avvenuta martedì scorso, intorno alle 8, vicino alla fermata della metropolitana di Porta Nuova. “Stavo prendendo il bus per andare a scuola, quando un uomo sulla trentina mi ha insultata e presa a pugni. Io, che faccio boxe, ho provato a difendermi. Poi sono scappata. Nessuno, tra i passanti che hanno assistito al scena, mi ha aiutata”.

La giovane è stata medicata all’ospedale Molinette. “Ha un occhio viola – dice la madre – ed è molto scossa. Sin da piccola, è stata vittima di bullismo per il suo orientamento sessuale e per i suoi modi mascolini. I compagni la prendevano in giro, le dicevano lesbica, fai schifo. Da quando ha accettato di avere una cotta per una ragazza, però, l’ho vista felice”.

“La lesbofobia, così come l’omofobia e la transfobia, sono mali che attanagliano la nostra società e da cui fatichiamo a liberarci – commenta l’assessore ai Diritti del Comune di Torino, Marco Giusta – Serve una legge nazionale, che garantisca non solo la persecuzione del reato, ma che crei una trasformazione culturale diffusa, a iniziare dalle scuole. Nel frattempo bisogna lavorare per costruire una società che non stia ferma davanti a certi gesti”.

Parla di un “grave episodio di intolleranza e di ignoranza” anche l’assessore ai Diritti civili della Regione Piemonte, Roberto Rosso: “Ci troviamo di fronte a un atto che ferisce la libertà di coscienza individuale nella sua sfera più profonda: un gesto di prevaricazione che non deve trovare alcuna forma di giustificazione”.

La ragazza ha riferito di essersi rivolta alle forze dell’ordine; nelle prossime ore verranno svolti degli accertamenti. “Questo non è il primo caso di violenza a sfondo lesbofobico, omofobico e transfobico avvenuto quest’anno in città”, ricorda Riccardo Zucaro, presidente dell’Arcigay di Torino, che esprime piena “solidarietà e sostegno” alla giovane. Come associazione, aggiunge, “vogliamo non solo denunciare l’accaduto, ma muoverci per poter arginare il più possibile questi fatti”.

Fonte: Ansa