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Torino: respinta da ospedali è costretta ad abortire, condannati 2 medici

Pubblicato il 26 Aprile 2010 17:15 | Ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2010 19:40

Una donna di 34 anni abortì dopo essere stata respinta da tre ospedali: la vicenda, che risale al 10 agosto 2006, è stata vagliata lunedì da un giudice del tribunale di Torino, Gian Luigi Morbelli, che ha pronunciato due condanne a carico di altrettanti medici. Ad Andrea Chiappa sono stati inflitti tre mesi, a Maria Colavita (di cui le cronache si sono occupate quando la trasmissione tv “Striscia la notizia” rivelò che svolgeva visite in uno studio nonostante fosse ufficialmente in malattia) quattro mesi per aborto colposo. La pena è stata sospesa.

I due sanitari erano in servizio all’ospedale di Rivoli, dove la donna, incinta di otto mesi ma preda di un malore, si era presentata perché al pronto soccorso di Avigliana, privo del reparto di ostetricia, non avevano potuto esserle d’aiuto.

I medici di Rivoli non disposero il ricovero e la donna si fece portare a Orbassano: qui, non essendoci un reparto di ostetricia, fu organizzato il trasferimento in ambulanza al Sant’Anna di Torino, dove però non si riuscì a evitare l’aborto.

Sul banco degli imputati c’erano anche Paola Cassini e Salvatore Oliva, i medici che si trovavano a Orbassano: difesi dagli avvocati Gino Obert e Monica Cordella, sono stati assolti. L’avvocato Vincenzo Enrichens, legale di Chiappa, si dice convinto che il proprio assistito “non ha responsabilità” e annuncia un ricorso in appello. La donna, parte civile, con l’avvocato Roberto Saraniti, ha ottenuto un risarcimento di 50 mila euro.