Torino: amante ricattata perché marito non sapesse? Accusa: 3 milioni estorti. 4 arresti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 gennaio 2018 13:12 | Ultimo aggiornamento: 17 gennaio 2018 14:39
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Torino: l’amante la ricattava, “dico tutto a tuo marito”. Tre milioni estorti, 4 arresti

ROMA – La figlia di un noto imprenditore torinese, scrive Repubblica, sarebbe stata vittima di un ricatto a sfondo sentimentale per cui avrebbe sborsato circa tre milioni di euro per scongiurare la minaccia che la sua relazione clandestina con un agente immobiliare venisse riferita al marito. Il padre della donna ha denunciato tutto e fatto arrestare Marco Pavese, l’agente immobiliare di 45 anni, più tre suoi presunti complici, Antonio Salomi, di 49 anni, Massimo Santoro, 45, e Christophe Xavier Teyssier, 43.

Tutti arrestati con l’accusa di estorsione in concorso, per una cifra intorno ai 700mila euro. Racconta Erica De Biasi su Repubblica che Pavese era oberato dai debiti, che secondo l’accusa avrebbe contratto appunto con i tre. Venuti a sapere della relazione con la facoltosa donna, dice l’accusa, i tre avrebbero cominciato a chiedere sempre più soldi, dapprima per estinguere il loro debito, poi per continuare a sfruttare quella insperata miniera d’oro.

“Diciamo tutto a tuo marito”, così avrebbero spaventato la donna (secondo Repubblica), sempre per tramite di Pavese, il quale però, scrive Repubblica, avrebbe esagerato le minacce ai suoi danni (falso che fosse stato torturato), avrebbe mentito all’amante (falso che avesse sporto denuncia quando le richieste di bonifici e versamenti andavano accumulandosi).

Quando aveva cercato di bloccare uno degli assegni, le minacce si erano fatte ancora più gravi. “Pavese mi disse che i tre personaggi erano molto pericolosi. Aveva paura che gli potessero fare del male e che dicessero a mio marito della nostra relazione. Poi ha aggiunto che se non avessi pagato gli assegni emessi, anche mio padre avrebbe corso dei pericoli perché quelli avrebbero potuto prendersela con lui… ” . Per avvalorare quella tesi, l’agente immobiliare le aveva persino raccontato di essere stato torturato. “Hanno assoldato degli albanesi e dei calabresi per farmela pagare. Quelli mi hanno rotto le costole”. Un’altra bugia, l’ennesima, in un castello di carte che alla fine è crollato. (Erica Di Blasi, La Repubblica)